Così Robert Plant rimase folgorato (a 15 anni) dai Rolling Stones

L’ex leader dei Led Zeppelin ricorda l’illuminazione avuta grazie a un giovanissimo Mick Jagger
Così Robert Plant rimase folgorato (a 15 anni) dai Rolling Stones

E’ il 10 ottobre del 1963. A Wolverhampton, centro di medie proporzione nelle Midlands occidentali, fa tappa il primo tour dei Rolling Stones. Cioè, non proprio dei Rolling Stones: Don Arden, il cattivissimo manager papà di Sharon Osbourne che allora teneva la scena britannica in pugno aveva assemblato un “package tour” che oltre a dei giovanissimi Mick Jagger e Keith Richards comprendeva anche Everly Brothers e Bo Diddley, che della tournée erano gli headliner, oltre che al comico Bob Bain. Dopo sei date gli Everly Brothers abbandonano la carovana, lasciando il posto a Little Richard: è il 5 ottobre, e meno di una settimana dopo il “pacchetto” di artisti sarebbe arrivato a Wolverhampton.

Quel 10 ottobre, al Gaumont Theatre - imponente struttura all’incrocio tra Snow Hill e St. George’s Parade, poi demolita nel 1974 - in platea c’era anche un quindicenne accompagnato dagli zii, Gwen e Stan. Tre anni dopo quel ragazzino, tale Robert Plant, sarebbe diventato il frontman di una delle rock band più rilevanti di sempre, i Led Zeppelin.

“Avrete capito che nelle mie prime fasi da artista musicale ero veramente ossessionato dal sound di Chicago, dal Mississippi e dal Delta blues”, ha raccontato la voce di “Whole Lotta Love” alla BBC: “Credo che sulla scena britannica i primi importatori di questo tipo di musica siano stati, quando ero ancora un ragazzino, i Rolling Stones”.

Plant, all’epoca, non era affatto inserito nella scena londinese, perché - ancora - abitava con la famiglia nelle Midlands. Per vedere gli Stones fu costretto ad aspettare il loro passaggio praticamente sotto casa: “Era il loro primo tour”, ha ricordato Plant, “In teatro, con Bo Diddley e Little Richard. Richard salì sul palco, verso la fine dello show, con un enorme ciuffo in testa. Era ricoperto da una marea di trucco, e mi sono ritrovato davanti questa esplosione di energia. E mi sono detto: ah… ok!”. Prima, però, ci fu l’epifania degli Stones, e - probabilmente - di qualcosa di più “E’ stata una rivelazione, mi ha aperto gli occhi: la musica che facevano piaceva a tutti noi, ma nessuno - ancora - poteva dire ancora di possederla. Furono i Rolling Stones a portarcela, e quello fu davvero un momento speciale”.

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