Otto donne per l'8 marzo: Carole King
Carole King
Se c’è una regina indiscussa del pop di quegli anni e dei decenni successivi, è Carole King (1942).
Carole Klein nacque a Brooklin nel 1942, Iniziò a scrivere canzoni da adolescente e nel 1950, il suo amico e compagno di scuola alla James Madison High School Neil Sedaka le dedicò "Oh Carol" ottenendo anche un notevole successo: il suo primo. Lei rispose volenterosamente con "Oh Neil", ma non con la stessa fortuna. Sempre a scuola conobbe Gerry Goffin, che sposò nel 1959. I due iniziarono a scrivere (Goffin i testi, King la musica) per i teen idols che le maggiori case discografiche contrapponevano al rock’n’roll, e nel 1961 ottennero il primo numero 1 con "Will You Love Me Tomorrow" delle Shirelles.
Fu solo il primo di almeno un centinaio di brani approdati nella Top Ten attraverso la voce di Drifters, Everly Brothers, Animals, Aretha Franklin e molti altri. In più, i provini che i due facevano erano talmente perfetti che non sono ne venivano mantenuti gli arrangiamenti, ma in qualche caso ("The Loco-Motion", cantata dalla bambinaia dei Goffin, Little Eva) vennero pubblicati così come erano ottenendo grande successo.
Nel frattempo anche la King pubblicava qualche singolo, ma si vede che cantate da lei le canzoni non funzionavano. O forse le migliori i due le davano ad altri…
Con la metà degli anni ’60 arrivarono in america i Beatles e la British Invasion: erano tutti gruppi che scrivevano le proprie canzoni e accanto a loro prendevano sempre più spazio i cantautori, Dylan in testa: per gli autori “conto terzi” era finita l’età dell’oro. Loro piazzarono ancora in classifica "Natural Woman" (di Aretha Franklin) e poi decisero di muoversi su quella strada fondando una propria etichetta e passando da autori a discografici.
Nel 1968, il matrimonio andò in pezzi e lei si spostò sulla West Coast dove entrò in contatto con musicisti come James Taylor o Joni Mitchell e nel 1970 con l’aiuto di Taylor produsse il primo album in proprio: "Carole King writer".
Tastata l’acqua col piede, nel 1971 pubblicò "Tapestry" e fece boom: 22 milioni di copie vendute, Grammy per canzone dell’anno ("You’ve Got A Friend"), per album dell’anno, per incisione dell’anno ("It’s Too Late"), per migliore esecuzione vocale femminile ("Tapestry").
Visto il successo, dopo anni di resistenze finalmente si fece convincere da James Taylor a tornare a cantare in pubblico. Gli album successivi non furono altrettanto trionfali, ma lei stava nella sua fattoria, faceva la mamma, scriveva, e intanto si era data all’attivismo politico ecologico: nel 1973 tenne un concerto al Central Park per 100.000 persone chiedendo che ognuno ricevesse un sacchetto della spazzatura all’ingresso, con il quale portare via i propri rifiuti. Alla fine del concerto il prato era pulito.
Nei decenni successivi Carole avrebbe continuato a incidere, a partecipare a dischi altrui, a tenere concerti, come quando nel novembre 2007 è andata in tour in Giappone con Mary J. Blige e Fergie dei Black Eyed Peas e le etichette discografiche giapponesi Sony e Victor hanno ristampato la maggior parte dei suoi album, tornando a venderli.
La King è considerata un monumento e non solo per i milioni di copie vendute come autrice e come cantante, ma per come ha resistito al mutare dei tempi e delle mode, magari lontana dal successo clamoroso (a parte "Tapestry"), ma forte di una statura artistica che le è sempre stata riconosciuta, anche attraverso innumerevoli premi e riconoscimenti.
Questa scheda è tratta dal libro "Just like a woman" di Lucio Mazzi, per gentile concessione dell'autore.
