Peter Hammill (Van Der Graaf Generator), "The Voice" del prog
Certo le tastiere di Hugh Banton, certo i sassofoni di David Jackson, certo la batteria di Guy Evans, certo il basso di Nick Potter: ma se c'è una componente che caratterizza inconfondibilmente il suono dei Van Der Graaf Generator è la voce pazzesca di Peter Hammill, sicuramente uno dei vocalist più dotati della scena rock internazionale (e non solo progressive). Il debutto discografico della band risale al 1969 ("The Aerosol Grey Machine"), e di poco successivo è l'esordio discografico da solista di Peter Hammill, con "Fool's mate", nel 1971. Da allora Hammill ha pubblicato oltre trenta lavori in proprio, l'ultimo dei quali, "In Traslation", nel maggio 2021, è un album di cover tratte, per lo più, dal repertorio della nostra canzone. Da questi abbiamo tratto alcuni dei migliori esempi della prodigiosa vocalità di Peter che nella giornata di oggi compie 73 anni.
"Candle" (da "Fool's mate", 1971)
"In the end" (da "Chameleon in the shadow of the night", 1973)
"A louse is not a home" (da "The silent corner and the empty stage", 1974)
"(No more) The sub-mariner" (da "In camera", 1974)
"Been alone so long" (da "Nadir's big chance", 1975)
"Autumn" (da "Over", 1976)
"If I could" (da "The future now", 1978)
"My favourite" (da "Ph7", 1979)
"Just good friends" (da "Patience", 1983)
"A way out" (da "Room temperature", 1990)
"Hotel Supramonte" (da "In traslation", 2021)
"Ciao amore" (da "In traslation", 2021)