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Mecna e Coco sono i figli con i vestiti larghi del pop romantico anni ‘90

I due rapper pubblicano l’album collaborativo “Bromance”: “Da tempo conviviamo con la scelta di fare un ‘rap diverso’ per tematiche e suoni”.
Mecna e Coco sono i figli con i vestiti larghi del pop romantico anni ‘90
Credits: Pietro Cocco

Le strade di Mecna e Coco erano destinate a incrociarsi. Verrebbe da dire “era scritto nelle stelle” per non abbassare il livello di romanticismo sprigionato dalla loro musica. La “bromance” tra i due rapper, uniti da un forte sentimento di diversità dalla grande maggioranza della scena hip hop italiana, comincia nel 2017, quando il produttore Night Skinny li porta a collaborare assieme per il brano “Equilibrio”. La scintilla si accende e l’anno successivo la coppia torna in studio per “Tu ed Io”. Seguono una serie di ulteriori collaborazioni che portano i due Corrado, uno napoletano e l’altro pugliese, a ritrovarsi insieme a inizio 2021 in “For You”, per festeggiare l’uscita della deluxe edition di “Mentre nessuno guarda”. Mecna e Coco, cioè Corrado Grilli e Corrado Migliaro, da anni portano avanti un rap sognante, intriso di sentimenti e sonorità nu-soul e r&b che nel loro joint album “Bromance”, in uscita oggi venerdì 22 ottobre, raggiunge l’apice. 

“Era da tempo che volevamo realizzare questo progetto – dice Coco – se però lo avessimo fatto tre anni fa, prima dell’uscita per esempio del mio album “Acquario”, probabilmente sarebbe stato più acerbo. Mecna è davvero la persona più simile a me caratterialmente, inoltre ci uniscono ascolti e visione della musica, ci stimiamo, per questo tutto si è svolto in modo estremamente naturale”. Il percorso dei due artisti è sempre stato “dentro” il rap per quello che riguarda la tecnica e il linguaggio musicale adoperato, ma “lontano” da un certo rap se si guarda all’aspetto tematico. E “Bromance” segue quel filo rosso: canzoni d’amore, dolci, riflessive, personali, talvolta malinconiche e più dirette, ma sempre lontane dal machismo e dal trittico delle “s”, soldi-sesso-successo. “Abbiamo lavorato durante due session in Toscana in cui abbiamo scritto tutto, rompendo ogni schema, mischiando le rime e le parti cantate. È stato un approccio libero”, racconta Mecna.

Ai giornalisti che li hanno intervistati hanno regalato un calendario in cui sono raffigurati con cuori spezzati, rose rosse e pose da boy band che fanno strillare le ragazzine. Uno degli esempi lampanti di quello che sono oggi Mecna e Coco è il brano “La più bella”, un omaggio al pop italiano sentimentale anni ’90, nello specifico a “Sei la più bella del mondo” di Raf, uscita nel 1995. “Eravamo in studio, ripensavamo alle canzoni con cui siamo cresciuti perché avevamo già in testa l’idea di realizzare un omaggio alle nostre prime esperienze – ricorda Coco – tutti e due ci siamo ritrovati a pensare al primo brano dedicato alla ragazzina che ci piaceva alle medie. Era proprio ‘Sei la più bella del mondo’. Siamo stati influenzati da quelle sonorità, da quel modo vero di raccontare i sentimenti, sin da piccoli”.

E non c’è alcun imbarazzo a dirlo: Mecna, nel suo ultimo disco solista, si è perfino fatto raffigurare mentre piange. Raf, Luca Carboni, gli Stadio: un universo di suoni e parole che sembra legarsi all’immaginario dei due rapper, anche sul fronte sonoro. “Ti dico di più: noi siamo quel pop romantico aggiornato, portato a oggi con una nuova veste. È da tempo che convivo con la scelta di fare un ‘rap diverso’, che vuole raccontare altro. In Italia, in certi ambienti, c’è quasi vergogna a dire che si ascoltano vecchie canzoni d’amore. Noi non solo lo ammettiamo senza problemi, ne siamo fieri e le omaggiamo. Ci siamo trovati in perfetta sintonia su questo gusto, ci siamo riconosciuti subito: è come se avessi conosciuto Coco a un concerto metal, lui era quello ‘diverso’, quello che, in mezzo ai metallari, aveva una maglietta con un cuore”.

In realtà non è la prima volta che il mondo rap si lega al pop anni ’90: Raf nella sua carriera ha collaborato con Frankie Hi Nrg e Fabri Fibra, ma è innegabile come i due Corrado sentano di avere una radice comune e profonda con quella musica. E dopo aver soffocato in un abbraccio l’esibizione tossica della virilità, Mecna e Coco prendono le distanze anche dall’ego trip, ricordando l’importanza di non perdere il contatto con la realtà. “La canzone ‘Vita normale’ è un altro brano centrale del disco perché spiega come noi ci approcciamo alla musica – conclude Mecna – cioè tenendo i piedi per terra. E questo tipo di approccio penso che non solo sia utile nel nostro mondo, ma anche in altri aspetti della vita. È giusto sognare di realizzarsi, cercare di fare un lavoro non canonico che appaghi, ma è anche importante rimanere saldi al suolo e con la testa sulle spalle”.

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