Abbiamo provato l’app SIAE+

Dall’installazione sullo smartphone al deposito dei brani, ecco come funziona il tool digitale che mette in contatto diretto i creativi con la Società Italiana degli Autori ed Editori
Abbiamo provato l’app SIAE+

Presentata nel febbraio del 2020 in occasione della settantasettesima edizione del Festival di Sanremo, l’app SIAE+ permette agli iscritti alla collecting di avere un filo diretto con la Società Italiana degli Autori ed Editori. Nata - come spiegato a Rockol lo scorso 24 giugno dal Direttore dell'Ufficio Ripartizione, Liquidazione e Online della Divisione Musica Nicola Migliardi - per “creare un canale di comunicazione con i nostri iscritti, e in particolare con i giovani autori”, l’app offre agli utenti tutti i servizi previsti da SIAE, permettendo loro di operare da remoto e in qualsiasi momento, grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie.

Ma al di là delle presentazioni tecniche, cosa succede quando un artista decide di iniziare la propria relazione con la Società Italiana degli Autori ed Editori proprio tramite l’app SIAE+? Gabriele Aprile - social strategist di Rockol e cantautore - ha installato l’app sul proprio smartphone e ripreso la relazione con la collecting, interrottasi diversi anni fa.

Le differenze con le vecchie modalità di interazione tra SIAE e l’utenza, fatte soprattutto di moduli, sportelli “in presenza” e burocrazia, sono enormi: nella prima fase di approccio, quella relativa all’iscrizione e all’apertura di una posizione, le operazioni sono state facilitate dalle procedure digitali di verifica di identità e attivazione dell’account.

Completamente differente è la modalità di deposito dei brani, che in era pre-digitale comportava la consegna di una copia cartacea di una partitura agli uffici preposti: con SIAE+ il deposito di un brano può essere effettuato in pochi clic, uploadando un mp3 dello stesso e firmando digitalmente. Una volta iscritti, si ha sempre sott’occhio non solo i proventi ma anche in generale le performance dei propri brani: dove vengono suonati, in che contesto e quali brani performano meglio, nonché il trend nei diversi periodi e le classifiche generali.

“Siamo davanti ad una SIAE diversa dal passato, che s'è accorta che viviamo in un mondo digitale”, ha concluso Gabriele Aprile, “E che intende davvero aprire un canale di comunicazione con il mondo degli artisti indipendenti”.

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