Brian May: "Ho amato il grunge: avrei voluto incontrare Kurt Cobain"
Il chitarrista dei Queen Brian May sta rilasciando diverse interviste per parlare del suo primo album, "Back to the light", uscito nel 1992, che ha deciso di ripubblicare il 6 agosto in versione “deluxe” con l’aggiunta di un altro intero album con inediti e live. Era l’esordio di May come solista, dopo ventidue anni di militanza nei Queen, al fianco di Freddie Mercury, Roger Taylor e John Deacon: il progetto arrivava in un momento molto difficile della sua vita, quello del “ritorno alla luce” dopo la morte di Mercury avvenuta meno di un anno prima. Non fu facile quel periodo tra il 1988 e il 1991, segnato dalla perdita di suo padre, di Mercury, dalla temporanea cessazione delle attività dei Queen, dalla separazione dalla prima moglie e dalla relazione con Anita Dobson.
In un'intervista con Ultimate Classic Rock, fra gli argomenti più curiosi, Brian May ha parlato del grunge e di Seattle. "Il primo disco solista lo stavo registrando proprio durante l'esplosione del movimento grunge - ha raccontato - non era un bel periodo per me. Ero molto depresso. Non stavo ascoltando tanta musica. Ma i Nirvana sì. Amo le persone con passione. E questo amore non è legato a quanta destrezza hanno con i loro strumenti, ma quanta anima ci mettono. Kurt Cobain, per me, era uno spirito affine. Vorrei averlo incontrato. Non l'ho mai fatto. E naturalmente Dave Grohl era in quella band".
Poi quella visita a Seattle: "Ricordo di aver visitato Seattle in quel periodo e di aver bevuto qualcosa. Mi rendevo conto che stava succedendo qualcosa di grande - e in senso positivo. Ricordo di essermi immerso nei graffiti. Ho sempre odiato i graffiti fino a quel momento, perché in Gran Bretagna erano solo un gran casino. Quando sono andato a Seattle, ho visto tutte queste bellissime immagini colorate sui muri ovunque. Mi ha ricordato la psichedelia e i giorni in cui ero un ragazzo. Ho sentito che c'era una grande comunità, c'era un grande movimento in corso".