Rick Wright che suonava nei Pink Floyd

Al tastierista scomparso nel 2008 vanno ascritti i migliori momenti della band inglese, disse una volta David Gilmour
Rick Wright che suonava nei Pink Floyd

Non doveva essere affatto facile convivere al fianco di personalità ipertrofiche come quelle di Syd Barrett, Roger Waters e David Gilmour: Richard Wright lo sapeva bene, e infatti scelse, in quella che è stata una delle più grandi band di tutti i tempi, di ritagliarsi un ruolo solo all'apparenza defilato.

La sua discrezione, però, non gli ha impedito di giocare un ruolo fondamentale nella costruzione del sound dei Pink Floyd: "Era gentile, umile e riservato, ma la sua voce e le sue parti sono state delle componenti magiche del nostro sound: per quanto mi riguarda, i momenti migliori dei Pink Floyd sono quelli dove la sua presenza era massima", lo ha ricordato il chitarrista del gruppo britannico David Gilmour.

Per ricordare il lavoro di Wright abbiamo scelto di uscire dal cono d'ombra dei Pink Floyd per selezionare una rosa di brani estratti dai suoi due dischi solisti "Wet Dream" e "Broken China", pubblicati rispettivamente nel 1978 e nel 1996.

Unico episodio di "Wet dream" co-firmato, "Against the odds" che è stato scritto insieme all'allora di lui moglie, Juliette.

A curare l'artwork del disco – che potete vedere qui sotto - fu lo studio Hipgnosis di Storm Thorgerson e Aubrey Powell, responsabile delle più note copertine degli album dei Pink Floyd.

Ad accompagnare Rick Wright durante le session di studio di "Wet dreams" furono Reg Isidore alla batteria, Larry Steel al basso, Mel Collins al sassofono e il già collaboratore dei Pink Floyd (poi di Roger Waters) Snowy White alla chitarra.

"Wet dreams" venne pubblicato senza alcuna promozione, passando quasi inosservato agli occhi del grande pubblico: finito quasi subito fuori catalogo, il disco venne rispedito sui mercati americani e canadesi con un discreto successo negli anni Novanta, tornando nuovamente sugli scaffali dei negozi in Australia nel 2008, immediatamente dopo la scomparsa di Wright.

Diciotto anni dopo "Wet dream" Wright torna con un nuovo disco, "Broken China", ambizioso concept album suddiviso in quattro parti dedicato alla battaglia della sua allora consorte Mildred contro la depressione. In "Breakthrough" alla voce c'è nientemeno che l'interprete irlandese Sinead O'Connor, presente come ospite anche in un'altra traccia del disco, "Reaching for the Rail".

Alle session del disco - la cui cover è illustrata ancora una volta da Storm Thorgerson (in collaborazione con Peter Curzon) - prendono parte una pattuglia di musicisti di altissimo livello come Anthony Moore (già fondatore degli Slapp Happy) alle programmazioni, Tim Renwick alla chitarra, Pino Palladino al basso e Manu Katché alla batteria.

Alcune canzoni incluse in "Broken China" furono remixate dagli Orb, che trattarono gli strumentali "Night of a Thousand Furry Toys" e "Runaway".

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