Né malavita né favole: ecco il rap di Leon Faun

Lontano dai cliché droga-armi della trap, ma allo stesso tempo desideroso di stapparsi via l’etichetta di “Harry Potter” del genere, il giovane artista racconta il suo primo album, “C’era una volta”.
Né malavita né favole: ecco il rap di Leon Faun
Credits: d2uno

In Leon Faun confluiscono due anime distinte, mosse dallo stesso amore: c’è quella cinematografica, che ha portato il giovane artista romano a essere protagonista con Valeria Golino e Valerio Mastandrea del film “La terra dei figli” in uscita il primo luglio, e quella musicale, con la pubblicazione di alcuni singoli di successo come “Oh cacchio”. Proprio quando uscì questo brano nel 2019, Leon de La Vallée, questo il suo vero nome, classe 2001, si attirò molti riflettori addosso per la sua capacità di mischiare il mondo fantasy a quello del rap. Prima di quella svolta aveva pubblicato anche l’ep “Endless”, prodotto da Duffy e tha Supreme. Nomi come Caparezza e Izi, con cui ha realizzato il pezzo “Flop”, lo hanno supportato, sottolineando la sua grande forza narrativa, da subito incline ad aggirare qualunque forma di cliché. Venerdì 25 giugno uscirà “C’era una volta”, il suo album d’esordio.

Fantasia e realtà senza limiti 

“Per me è una prova di maturità – racconta il giovane rapper – il titolo del disco richiama al contesto favolistico che è stato il perno delle prime canzoni, ma il progetto non vuole focalizzarsi su quell’aspetto. Io non sono l’Harry Potter del rap, non ripudio i miei primi pezzi, ma in questo primo disco non costruisco un mondo immaginario, parlo di me, delle mie storie. Mi metto a nudo, con il mio stile, giocando anche con la fantasia e le immagini, ma sempre raccontando il reale e non più utilizzando metafore”. Proprio nel brano “Ricordi bui” rappa di non voler più rimanere intrappolato nel personaggio che ha pubblicato “Oh cacchio”. “Sono strafelice di aver fatto breccia con storie fantasy messe in musica, ma non voglio essere solo quello – continua Leon – c’è un lato più intimo, nel disco in certi frangenti emerge anche un racconto cupo della mia persona, che in questo momento mi sta più a cuore. Non voglio correre il rischio di rimanere inglobato, sin da subito, in un personaggio. Proprio perché sono all’inizio non voglio cucirmi addosso qualche cosa di stretto. La quarantena, permettendomi di riflettere, mi ha aiutato molto a dare una nuova dimensione alla musica”.

"La solitudine farà di me una star"

Resta il fatto che le barre di Leon Faun rappresentano davvero qualche cosa di speciale: si innestano su produzioni strampalate e magiche curate da Duffy e affrontano temi tutt’altro che scontati, indagando i sentimenti e gli stati d’animo personali. In “La follia non ha età”, rivisitata con Dani Faiv, Leon Faun prende le distanze dall’omologazione e dai cliché droga-armi della trap. E poi mostra un frammento profondo di sé, rappando: “la solitudine farà di me una star”.

“Da piccolo, a Fiumicino, avendo altri interessi rispetto ai miei coetanei, ho passato tanto tempo da solo – ricorda Leon – questo mi ha permesso di sviluppare una grande fantasia. Con Duffy, il mio produttore, ci conosciamo dalla materna, siamo sempre stati in sintonia. I temi? Sono super fan di tutto il genere rap, i miei punti di riferimento sono sempre stati Eminem e Salmo, ma mi sentirei davvero fuori luogo a parlare di droga e strada nei miei testi. Non ho pregiudizi verso chi lo fa, ma sono mondi che non mi appartengono. Preferisco raccontare chi sono e quello che provo. È il motivo per cui nel disco con me ho voluto, oltre a Dani Faiv, anche Ernia e Madame. Sono tutti artisti originali, con un’identità. Io sono cresciuto anche con altri suoni, mio padre mi faceva ascoltare i Beatles e Jimi Hendrix, sono sempre stato colpito da chi, come lui, non si è mai omologato a determinate mode”. Anche la carriera di attore gli sta regalando delle soddisfazioni. “Sono due forme d’arte diverse, ma legate da uno stesso amore – conclude – non voglio però mischiarle. Quando faccio musica sono Leon Faun, quando recito Leòn de La Vallée”.

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