Fabrizio De André: "L'Indiano" compie 40 anni. La storia di "Quello che non ho"

L'album "Fabrizio De André" uscì nel luglio del 1981. Lo raccontiamo canzone per canzone
Fabrizio De André: "L'Indiano" compie 40 anni. La storia di "Quello che non ho"

QUELLO CHE NON HO 
Musica e parole di Fabrizio De André e Massimo Bubola

Fabrizio ha fatto la squadra, guidata in veste anche di arrangiatori dal tastierista statunitense Mark Harris, che arrangerà anche Enzo Jannacci, Edoardo Bennato, Pino Daniele, Eros Ramazzotti, Roberto Vecchioni e Renato Zero, e dal ligure Oscar Prudente, autore delle musiche di "Jesahel" e "Pensiero stupendo" (con testi di Ivano Fossati, altro predestinato sulla via di De André) e delle hit di Dori Ghezzi "Mamadodori" e "Margherita non lo sa" (parole di Minellono e Avogadro). Si lavora agli Stone Castle Studios di Carimate, nel giugno-luglio del 1981, e il disco arriverà nei negozi il 21 luglio. 


In quei giorni Mauro Pagani è anche lui al Castello di Carimate, al lavoro sulla colonna sonora di "Sogno di una mezza estate" di Gabriele Salvatores; si erano già incrociati occasionalmente in precedenza, ma qui inizia l'avventura che li porterà insieme a "Creuza de ma", cominciando dal tour di presentazione per "L'indiano", della cui band farà parte anche Pagani.


Il parco musicisti al lavoro sul disco è imponente: con Fabrizio De André – voce, chitarra acustica in "Franziska" e "Hotel Supramonte" - suonano e cantano Pier Michelatti (basso),  Lele Melotti (batteria), Tony Soranno (chitarra acustica, chitarra elettrica), Mark Harris (tastiera, cori; voce solista in "Ave Maria"), Aldo Banfi (sintetizzatore, programmazione), Pietro Pellegrini (sintetizzatore, programmazione), Maurizio Preti (percussioni), Massimo Luca (chitarra acustica in "Franziska"), Bruno Crovetto (basso in "Franziska" e "Hotel Supramonte"), Claudio Bazzari (chitarra elettrica in "Se ti tagliassero a pezzetti" e "Canto del servo pastore"), Paolo Donnarumma (basso in "Canto del servo pastore"), Sergio Almangano (violino in "Hotel Supramonte"), Cristiano De André (violino pizzicato, verso dell'upupa in "Fiume Sand Creek"), Andy J.

Forest(armonica in "Quello che non ho"), Dori Ghezzi, Mara Pacini, Massimo Bubola, Oscar Prudente (cori).

Si comincia con un brano picchiato e potente e una voce mai così cattiva, quasi sinistra nella sua requisitoria: “Quello che non ho è una camicia bianca / quello che non ho è un segreto in banca… / quello che non ho è di farla franca… / quello che non ho sono le mani in pasta / quello che non ho è un indirizzo in tasca”. È il 1981, a marzo è stata smascherata la loggia massonica P2 e il riferimento è immediato. Ma è anche un’epoca nera del terrorismo e l’avvio dell’edonismo reaganiano, le armi facili, la nuova filosofia della superficialità che dagli Usa contagia il mondo. E De André prende le distanze: “Quello che non ho sono le tue pistole / per guadagnami il cielo, per conquistarmi il sole”. È il grande rifiuto, la condanna alla civiltà occidentale, il riscatto dell’umanità autentica di periferia, che siano sardi o pellerossa. Tutto riassunto in un verso cruciale: “Quello che non ho è quel che non mi manca”.

Questo testo è tratto da "Tutto De André" di Federico Pistone, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s. 

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