“I was so much older then/I’m younger than that now”: è una delle frasi più belle e citate di Dylan: impossibile non partire da qua, per gli 80 anni di una leggenda. Il 24 maggio 1941 a Duluth, Minnesota, nasce Robert Allen Zimmerman. Qualche anno dopo si ribattezzerà - anche legalmente - Bob Dylan.
Non è la prima leggenda della musica contemporanea a superare questo traguardo, certo. Ma è l’unico cantante rock ad avere vinto un premio Nobel. E arriva a questo traguardo dopo un disco stupendo come “Rough and rowdy ways”: è davvero “Younger than that now”.
La sua è una storia lunga e complessa fatta di rivoluzioni vere e proprie: la sua musica e le sue parole hanno cambiato il modo in cui intendiamo canzoni e album. Per non smentire la sua fama di persona che fa le cose a modo suo, fregandosene delle convenzioni e di quello che la gente pensa di lui, ha anche venduto i diritti del suo catalogo: giustamente, è stata la cifra più alta mai pagata per un insieme di canzoni. Sono patrimonio dell’umanità, hanno un valore ancora più alto di quello pagato da Universal per poterne gestire i diritti.
Su Rockol così troverete diverse cose, tra domani e lunedì: notizie, e omaggi e riflessioni inedite. Abbiamo chiesto a musicisti di diverse generazioni di raccontare il loro rapporto con Dylan, da Bobby Solo (che lo ha cantato in italiano - e ci sarà un elenco di versioni di Dylan nella nostra lingua) a Manuel Agnelli, da Francesca Michielin a Vinicio Capossela, a Cesare Cremonini, a Paola Turci. Abbiamo parlato di lui con Tito Schipa Jr (il suo primo traduttore), con il decano della critica e dylanologo Riccardo Bertoncelli, e con lo studioso Alessandro Carrera, direttore del programma di Italian Studies all'Università di Houston, ma soprattutto uno dei massimi esperti mondiali di Dylan.
Domani e lunedì vedrete una serie di interviste, approfondimenti e testimonianze video. Completerà il tutto una playlist compilata in parte dalla redazione, in parte dagli artisti ed esperti che hanno contribuito a questo speciale.
Happy Birthday, Bob!