Francesco De Gregori, "Titanic" ha 39 anni. La storia di "La leva calcistica"

Canzone per canzone, rileggiamo l'album del 1982
Francesco De Gregori, "Titanic" ha 39 anni. La storia di "La leva calcistica"

"Francesco De Gregori ha magistralmente raccontato il senso più alto e più puro del calcio.

La storia di Nino è la storia di tanti ragazzi italiani, rapiti dal fascino di diventare calciatori di successo in una disciplina nella quale si dovrebbero sempre coniugare altruismo, coraggio e fantasia, mettendo il cuore come ha fatto chi calzando scarpette di gomma dura indossa la maglia numero sette". Non è la recensione di un generoso critico musicale ma la motivazione che l'AIC, l'Associazione Italiana Calciatori, ha accompagnato al premio Football Leader consegnato a De Gregori con un "ritardo" di 33 anni rispetto all'uscita di "La leva calcistica della classe '68", a testimonianza di un brano senza tempo, come solo il sublime può essere, pur nel recinto della musica leggera. E pensare che l'autore ha rischiato di gettare dalla Rupe Tarpea la sua creatura, confidando nel 2002 a "L'Espresso": "È una canzone che in qualche modo io reputo falsa. L'ho scritta pensando: adesso faccio questa bella parabola del ragazzino del '68. Era molto costruita, oggi non la suono più neanche ai concerti".

La data di nascita del ragazzino, il 1968, non è casuale ma a scanso di equivoci De Gregori sgombra il campo dalle speculazioni politiche: "È come se dicessi: attenti, il '68 sarà importante perché è nato un bambino, non perché qualcuno ha pensato alla rivoluzione".

Un brano comunque "rivoluzionario", con quell'attacco folgorante (pianoforte di Locasciulli) che richiama musicalmente la meravigliosa "The Greatest Discovery" composta dodici anni prima da Elton John, e letterariamente "I ragazzi di vita" di Pasolini: “Sole sul tetto dei palazzi in costruzione, sole che batte sul campo di pallone e terra e polvere che tira vento e poi magari piove”. Un mese dopo l'uscita del disco, l'Italia vince il Mondiale di Calcio. Nella finale del Bernabeu contro la Germania, Antonio Cabrini si procura e fallisce il calcio di rigore che avrebbe portato in vantaggio gli Azzurri già nel primo tempo. Poi la squadra di Bearzot (e di Pertini) vincerà 3-1 e la canzone di De Gregori diventa ancora più popolare e amata: “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”. Sembra richiamare le gesta di Cabrini ed è invece una sorta di test esistenziale applicato a un dodicenne destinato, con la forte simbologia calcistica, al successo o al fallimento: “E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori tristi che non hanno vinto mai e hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro a un bar. E sono innamorati da dieci anni con una donna che non hanno amato mai”.

Giorgio Lo Cascio rivela dettagli onirici e inquietanti: "Una notte mi apparve in sogno Francesco De Gregori e mi fece ascoltare al pianoforte una canzone che aveva appena scritto e mi parve bellissima. Non appena sveglio, balzai al pianoforte e ricostruii gli accordi. Dopo qualche mese, quando ascoltai 'La leva calcistica della classe '68' constatai con enorme sorpresa che buona parte degli splendidi accordi che sostengono la melodia erano proprio quelli del mio sogno. Quando lo feci notare a Francesco, lui sorrise e mi disse: 'Be', che c'è di strano, non te li avevo fatti ascoltare io in sogno? Quindi li ho scritti io'". Indubbiamente quello di De Gregori è l'omaggio più prezioso della canzone italiana al calcio (per la cronaca uno della classe '68 è Paolo Maldini, unico italiano insieme a Buffon ad avere più di mille presenze in serie A). 

De Gregori perpetua il suo amore per il calcio e per la Roma e nell'estate 2019 prende ufficialmente posizione su Daniele De Rossi, da capitan futuro a capitan passato, defenestrato dalla società giallorossa e costretto a emigrare in Argentina: "Dovrebbe giocare fino a 50 anni. È una brutta storia, come quella di Totti". 

Questo testo è tratto da "Tutto De Gregori" di Federico Pistone, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s.

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