Vasco Rossi, la storia di "Valium"
Valium (musica e testo: Vasco Rossi)
Questo brano, che sarà inciso anche come "Valium 97", ha una storia forse unica, perché in realtà vive due vite molto diverse. Iniziamo dal pezzo in sé: è una canzone che nelle sue tre strofe procede in crescendo su un blues umbratile rischiarato da lampi di tastiere, in un divertissement alla Vasco ormai sempre più raffinatamente ironico e furbescamente, lucidamente provocatorio. Il testo parla del tranquillante omonimo e dice via via: “10 gocce di Valium per dormire meglio. 20
gocce di Valium per dormire tutta la notte. 100 gocce di Valium per dormire del tutto, non sentire più niente, cancellare la mente, e domani mattina non svegliarsi neanche”.
Nel brano ci sono un riferimento d’autore esplicito e uno nascosto, peraltro facilmente rilevabile da chi conosce l’arte di Giorgio Gaber. Il riferimento esplicito è legato ancora una volta a Gino Paoli, il “ribelle sentimental-impegnato” della generazione musicale precedente a quella di Vasco, ed è scritto a chiare lettere nel testo: “Tutta la notte a contare le gatte con una macchia nera sul muso, nelle soffitte vicino al mare, voglio dormire!”. Qui, citando "La gatta" di Paoli anziché le pecore della tradizione, Vasco riesce a essere intelligentemente ambiguo: non esaspera la provocazione ma neppure la ammortizza.
Il riferimento nascosto è legato al Signor G perché "Valium" pare ricalcata, anche come contenuto, sull’allora famosissima "Lo shampoo" scritta da Gaber con Sandro Luporini per "Dialogo fra un impegnato e un non so" del 1972. La struttura musicale, un blues ciondolante, è infatti identica; e la provocazione pure, per quanto molto meno raffinata. Su quel tessuto armonico Gaber canta il farsi uno shampoo come assurda e vana via d’uscita a esistenze prive di valori e di motivazioni; Vasco su una struttura musicale analoga rimanda a un’analoga via d’uscita, ironica e paradossale: l’anestetizzare i problemi della vita col Valium.
"Valium" non è giocata tantissimo dal Blasco, circola perlopiù tra i suoi fan e non esce mai verso le platee: forse neppure lui la considera più che un divertissement. Infatti non la fa vivere come provocazione utile a farsi conoscere, tipo "Sensazioni forti", né la approfondisce come aveva fatto con "Asilo 'Republic'” per svelare quanto sappia dire della società. Inoltre, anche se "Valium" non intende certo parlare di droga, il “cancellare la mente” del finale pare messo lì apposta a evocarla, sia pur banalmente come semplice gioco. E pare della stessa filigrana pure il finale del pezzo (reggae come da moda), con voce accelerata e distorsioni dopo il passaggio del “non svegliarsi neanche”.
Molto diversa sarà la questione nel 1997, quando Valium uscirà su CD singolo promozionale con titolo "Valium 97" e il CD sarà contenuto in una finta scatoletta di medicinale. Allora approderà nelle radio di tutta Italia, grandi network compresi, con tutta l’eco della popolarità del Vasco degli anni ’90.
I testi sono tratti dal libro di Andrea Pedrinelli “Vasco Rossi, la storia dietro le canzoni”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di Vasco Rossi.
