Dietro la musica. Una storia vera, italiana e piena di omissis

Questa è una storia vera. Gli eventi narrati sono accaduti a (luogo) nel (anno). Per rispetto e su richiesta dei sopravvissuti, i nomi originali sono stati omessi. Senza rispetto per il resto, tutti i fatti sono stati raccontati esattamente come accaduti.
Dietro la musica. Una storia vera, italiana e piena di omissis

Italia, anni ’10 circa.

La scena musicale è stretta nella salda morsa dei talent show televisivi. Le etichette discografiche sono preda dell’emulazione e, sprezzanti del pericolo, delegano ormai ai talent show buona, troppa parte della loro tradizionale attività di A&R. Artisti emergenti, aspiranti, talenti veri e cialtroni si mettono in fila e puntano tutti sullo zero alla roulette: risultare vincitori e svoltare una volta per sempre.

(nome) si presenta nel (anno) ai provini di un importante talent show Ha meno di vent'anni.

Supera tutte le fasi di selezione, arriva in finale e vince. Firma un contratto discografico con una prestigiosa etichetta disposta a investire buone risorse sul suo progetto. Bello, bellissimo. Ma la botta di popolarità arrivata con il talent svanisce presto: il disco d'esordio, contenente le canzoni che hanno permesso a (nome) di conquistare il pubblico dei giovanissimi nelle varie puntate del programma, non dà i risultati attesi e sperati in termini di copie vendute. .Tutto da rifare. L'etichetta indica a (nome) una via che però non vuole seguire: "Un po' di elettronica, qui, non ci starebbe male. Qualche synth, tastieroni: sai, ora va di moda l'elettropop, alle radio piace quello...". Con garbo deplora. Dopo pochi mesi, passati a fare i conti con il peso delle aspettative, (nome) decide dunque di mollare tutto e di far perdere ogni sua traccia. Sparire nel nulla, puff! Darsi all'ippica, cambiare vita, cambiare tutto, per delusione e rammarico. Il radar dell’hype perde le tracce di (nome). 

Passano gli anni e (nome), che nel frattempo cambia vita per davvero, reinventandosi contadino prima di dedicarsi ad altre attività, continua, nonostante tutto, a scrivere canzoni. Pur senza mai apparire in pubblico, latitando. Ad un certo punto, dopo anni di esilio volontario, capisce di voler tornare sulle scene. Ma con un altro nome e un altro volto. Alla ricerca di un altro tipo di successo: non quello "facile" che arriva grazie alla tv e che da un momento all'altro può anche svanire (e ne sa qualcosa), alle hit costruite a tavolino per resistere almeno una stagione poi chissà, ma quello di chi parte dal basso e, in fondo, non ha nulla da perdere. 

Scrive e produce nella sua cameretta una manciata di pezzi e inizia a bussare, con quelli, alle porte di alcune etichette discografiche, alla ricerca di un "sì". Incontra i discografici, fa ascoltare loro i suoi brani e stimola il loro interesse e la loro curiosità. "Questo sarebbe perfetto come primo singolo, magari accompagnato da un video accattivante. Bisogna elaborare una buona strategia di comunicazione, ho già in mente i titoli: 'Il nuovo fenomeno della scena'". La situazione si fa interessante ma grottesca: è fantastico ricevere riscontri positivi, ma (nome) realizza che quelli non hanno la minima idea di chi sia l’artista che hanno di fronte. A questo punto, (nome) decide di presentarsi. Di scoprire le carte. Di rivelare, cioè, il suo vero nome e il suo passato: "Io sono (nome), ho vinto (titolo del talent) nel (anno)". Quell'interesse e quella curiosità che i suoi pezzi erano riusciti a stimolare svaniscono improvvisamente nel nulla. E quei "trovo il tuo progetto molto interessante", "cavolo, ma questa roba è fighissima!" si trasformano, chissà per quale motivo, in un silenzio ingiustificato. In chiamate senza risposta e in messaggi senza replica. 

(nome) ritrova quella stessa delusione e quello stesso rammarico che aveva provato quando, anni prima, aveva deciso di mollare tutto. Ma trova il coraggio, stavolta, per resistere e per insistere, perché in quella manciata di pezzi ci crede davvero. Contatta dunque un'altra etichetta, ripartendo daccapo, dalla casella di partenza, come in una partita del gioco dell'oca: le mail per presentarsi, i file .mp3 in allegato, gli appuntamenti da fissare. Solo che stavolta, quando scopre le carte e rivela il suo vero nome, la sua vera identità, il discografico che si trova di fronte non si lascia intimorire dai pregiudizi e accetta di dare a (nome) una chance giudicando non il suo passato, ma solo il suo presente. Che è rappresentato da quei pezzi che ha scaricato insieme alle mail, oggettivamente fortissimi. 



I pezzi, finalmente, cominciano ad uscire. Ha inizio la seconda vita artistica di (nome), che – coerentemente con il desiderio di tirare una riga e ripartire - oggi pubblica sotto il nome di (secondo nome). E, in effetti, sì: a Rockol ne abbiamo scritto. In effetti, è probabile che continueremo a scriverne. In barba ai maligni e ai superbi il suo nome scintillerà, cantava qualcuno. Chissà.

Sembra una favola assurda. Invece è una STORIA assurda. Ma, come abbiamo scritto all'inizio, scimmiottando il disclaimer di quella serie geniale che è "Fargo", questa è una storia vera. Gli eventi narrati sono accaduti davvero. Per rispetto dei sopravvissuti, i nomi sono stati omessi. Senza rispetto per i morti, anche quelli metaforici, il resto è stato raccontato esattamente com'è accaduto.

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