Rolling Stones: la storia di "Flight 505" e "High and dry"

"Aftermath" ha compiuto 55 anni: lo ripercorriamo canzone per canzone
Rolling Stones: la storia di "Flight 505" e "High and dry"

Esperimenti con suoni e strumenti inconsueti a parte, gli Stones del 1966 hanno ancora ben presente il maestro Chuck Berry, e "Flight 505" è uno dei vari brani di Jagger e Richards che mettono in pratica le lezioni imparate dai dischi del chitarrista e cantante americano.

Come capita spesso in questo genere di pezzi, il piano di Ian Stewart è un elemento importante dell’arrangiamento, anche se il risultato finale non è particolarmente memorabile. Il testo di Jagger parla di un volo aereo che finisce male e 505 è il numero di volo del primo viaggio del gruppo negli Stati Uniti. Il manoscritto autografo del testo, scritto su un foglio intestato del Beverly Wilshire Hotel di Beverly Hills, è stato venduto all’asta nel 1997 per seimila sterline.
"Flight 505" potrebbe essere stata eseguita in concerto nel 1966 ma non ci sono conferme. Di sicuro gli Stones non l’hanno mai ripresa negli anni successivi, anche se Richards l’aveva indicata come candidata a entrare nella scaletta del "Licks Tour" del 2002-2003.

 

Fra le novità introdotte in "Aftermath" c’è anche un primo segnale di interesse per il country, testimoniato da "High And Dry" Jagger si produce in un’imitazione di accento americano e l’armonica di Jones ha la parte della protagonista nell’arrangiamento.

La canzone non è mai stata suonata in concerto e non era evidentemente considerata uno dei punti alti dell’album, tuttavia a posteriori si rivela interessante come primo episodio di un filone che il gruppo avrebbe sfruttato più intensamente negli anni futuri. Da "Beggars Banquet" in poi, il country verrà utilizzato con più frequenza e padronanza dagli Stones e Richards avrà modo di approfondirne la conoscenza grazie all’amicizia con il cantautore e pianista statunitense Gram Parsons (vero nome Ingram Cecil Connor III). "High And Dry" si può considerare una sorta di prologo a quello che il gruppo avrebbe fatto nel giro di un paio d’anni.

Paolo Giovanazzi

Il testo è tratto, per gentile concessione dell'autore e dell'editore, da "Il Libro Nero dei Rolling Stones", di Paolo Giovanazzi, pubblicato da Giunti, al quale rimandiamo per la storia di tutte le canzoni di tutti gli album dei Rolling Stones.


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