L'incredibile storia della batterista Viola Smith, morta a 107 anni

Nel 1942 tuonò contro i pregiudizi: "Date un'opportunità alle ragazze musiciste".
L'incredibile storia della batterista Viola Smith, morta a 107 anni

Fino all'anno scorso si divertiva ancora dietro cassa, rullante e piatti, in barba alle 107 candeline sulla torta spente nel novembre del 2019. Negli ultimi anni si era avvicinata a un gruppo di Costa Mesa, in California, la Forever Young Band, composto da vecchie star della musica suonata che di appendere gli strumenti al chiodo proprio non ne volevano sapere. Proprio come lei, classe 1912, una vita passata a suonare la batteria e ancora tanta energia nelle braccia. Viola Smith si è spenta lo scorso 21 ottobre: era da tempo malata di Alzheimer, come ha riferito il Washington Post, che ha diffuso la notizia.

La sua è una storia incredibile, che ha inizio in un piccolo villaggio del Wisconsin, Mount Calvary (750 abitanti nel 2019). Fu qui che nel 1912 nacque Viola Schmitz. I genitori erano proprietari di una sala da concerto: spinsero tutti i figli - sette ragazze e due ragazzi - a studiare musica. Viola cominciò a suonare di fronte alle platee appena ragazzina, all'inizio degli Anni '20, come batterista della Schmitz Sisters Family Orchestra fondata da suo padre e composta con le sorelle Irene (trombone), Erma (vibrafono), Edwina (tromba), Lila (sassofono), Mildred (violino basso), Loretta (pianoforte) e Sally (sassofono basso). Il gruppo era l'attrazione principale della sala da concerto della famiglia Schmitz a Mount Calvary. Ma ben presto le ragazze cominciarono ad intraprendere ciascuna il proprio percorso. Viola e Mildred, archiviata l'esperienza dell'orchestra di famiglia, fondarono nel 1938 un'ensemble tutta al femminile, la Coquettes, che si sciolse però quattro anni più tardi, nel 1942 (nel frattempo la batterista conquistò pure la copertina della rivista "Billboard").

Pochi mesi prima, nel dicembre del 1941, una flotta di portaerei della Marina imperiale giapponese aveva condotto un attacco contro la United States Pacific Fleet e le installazioni militari americane di Pearl Harbor, segnando di fatto l'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale. Molti musicisti furono costretti a lasciare il Paese, arruolandosi: "In questi tempi di emergenza nazionale, molti dei principali strumentisti delle grandi band sono stati costretti ad arruolarsi. Invece di rimpiazzarli con talenti mediocre, perché non lasciare che le ragazze più talentuose prendano il loro posto?", tuonò Viola Smith sulle pagine della rivista "Down Beat", che pubblicò un articolo scritto dalla batterista intitolato "Give girl musicians a break", "Date un'opportunità alle ragazze musiciste". Successivamente, Viola Smith si trasferì a New York e suonò prima con l'orchestra Hour of Charm di Phil Spitalny e poi con l'orchestra sinfonica della NBC.

Prese parte alle registrazioni delle colonne sonore di film come "When Johnny comes marching home" di Charles Lamont del 1942 (con Allan Jones e Jane Frazee, ispirato all'omonima canzone popolare statunitense sul ritorno a casa dei soldati che aveva iniziato a circolare ai tempi della guerra di secessione americana e che tornò attuale durante la guerra) e "Gianni e Pinotto fra le educande" di Jean Yarbrough del 1945 (con Bud Abbott e Lou Costello). Si esibì con Ella Fitzgerald e Chick Webb. La sua popolarità crebbe così tanto che qualcuno la definì la versione femminile di Gene Krupa, bandleader di big band jazz ed esponente di primo piano della scena, uno dei primi batteristi ad acquisire una vasta fama. 

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