Elezioni presidenziali e canzoni d’amore: Il curioso caso di Kenny Rogers 

Un successo di televendite nel 1996, “Vote For Love”, anticipa di quasi venticinque anni uno degli appuntamenti più importanti della società americana 
Elezioni presidenziali e canzoni d’amore: Il curioso caso di Kenny Rogers 

Con l’avvicinarsi delle nuove elezioni americane, in un clima mai come questa volta incerto, il testa a testa tra il repubblicano Donald J. Trump e il democratico Joe Biden, si fa teso anche in campo artistico. Se da una parte i detrattori del Tycoon sembrano essere più compatti, con Pearl Jam e Neil Young capofila di un movimento che vede schierati Bruce Springsteen, Madonna, R.E.M., Taylor Swift, Matt Beringer, Angel Olsen e moltissimi altri ancora, anche per l’altra fazione non sono mancati supporter d’eccellenza come Gene Simmons, Kid Rock o Johnny Lydon. 

La coscienza politica da risvegliare 

Eppure, a sparigliare le carte tra i due avversari c’è un’altra battaglia da dover affrontare per gli statunitensi, quella più profonda dell’astensionismo. Per risvegliare la coscienza politica in un momento alquanto drammatico per l’America - si pensi solo al disastro della pandemia e al malcontento del movimento Black Lives Matter - compilation benefiche come “Good Music To Avert The Collapse of American Democracy” cercano di fare da amplificatore sulla questione, scuotendo le masse per promuovere elezioni eque in tutto il Paese attraverso l’educazione sistematica dei cittadini e lo sviluppo di una nuova legge elettorale.  

Un album in televendita 

Un problema di democrazia che in tempi non sospetti deve essere passato anche dalle parti di QVC, lo storico network di shopping televisivo presente anche da noi in Italia. Era infatti il 1996 quando l’emittente lanciava nell’etere la possibilità di acquistare una speciale raccolta di canzoni interpretate da Kenny Rogers dal nome eloquente di “Vote For Love”. Il doppio album, poi ripubblicato per la vendita tradizionale col titolo, anch’esso più tradizionale, di “Always & Forever”, presentava una carrellata di brani di natura più o meno sentimentale, reinterpretati dalla voce suadente del musicista texano. Con “Vote For Love” c’era però la voglia tutta commerciale di conquistare una buona fetta di pubblico generalista piuttosto che alzare le percentuali di affluenza alle urne rispetto al ranking demografico.  

Vecchie colonne sonore e una nuova attualità 

Avvolta nella sua copertina rosa - non di certo tra le più memorabili dell’arte discografica - la foto di Kenny vista oggi campeggiare tra timbri e vidimazioni postali, anticipa di quasi venticinque anni quella che adesso passa per una questione all’ordine del giorno nella girandola di comizi tra Democratici e Repubblicani. “Vote For Love” sembra suggerire infatti la questione del “mail-in-ballots”, ovvero il famigerato voto per corrispondenza che in America tiene banco nelle tribune politiche, nel bene e nel male. Così, Kenny Rogers, scomparso lo scorso aprile per cause naturali, si ritrova, probabilmente suo malgrado, coinvolto nella nuova campagna presidenziale con una sequela di brani che, attingendo tanto dalla colonna sonora de “I Ruggenti Anni Venti” del 1939 quanto da “Casablanca” del 1942, pare manifestare tutta la sua stringente attualità.   

“If Kenny could vote-by-mail, so can you” 

Il disco, e più di tutto il suo titolo, è entrato con forza nell’elenco degli album più cliccati - e quindi ricondivisi sui social - della piattaforma di collezionismo musicale Discogs grazie alla piccola provocazione di “If Kenny could vote-by-mail, so can you”, lanciata dal sito stesso con tanto di tormentone ad effetto. Forse, ai tempi, dietro l’operazione di “Vote For Love” c’era realmente l’intento diplomatico di sensibilizzare i cittadini a contribuire in maniera attiva alla vita del Paese invogliandoli all’acquisto di una selezione di canzoni zuccherose, ma sembra incredibile pensare a pezzi di storia come “I can't help falling in love”, “When a man loves a woman”, “Love me tender”, “My funny valentine” e una “I will always love you” di Dolly Parton, resa poi indistruttibile da Whitney Houston per “The Bodyguard”, tingersi di una inedita vena politica.  

Un voto da esprimere, anche senza urne elettorali 

Il voto a cui fa appello il cantante era, invero, quello espresso dai telespettatori di QVC per la compilazione della scaletta, avvenuta tutta nel corso delle trasmissioni promozionali dell’emittente. Un’operazione arrivata a 45.000 copie vendute nel primo mese di lancio solo tramite il battage mediatico, segnando un successo che non solo avrebbe portato l’album in classifica - se la politica di Billboard avesse ammesso pubblicazioni destinate unicamente alla televendita - ma che, di fatto, ha reso il viso barbuto di Kenny Rogers un volto familiare per le romantiche casalinghe americane, al punto da farne il tema musicale delle loro giornate. Una colonna sonora che ora passa anche per le urne elettorali.

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