Christopher Cross è rimasto temporaneamente paralizzato per il Coronavirus
Sei mesi fa il 69enne cantautore texano aveva rivelato di essere rimasto temporaneamente paralizzato a causa delle complicazioni dovute all'avere contratto il Coronavirus, ora Christopher Cross, per la prima volta, ha descritto la sua straziante battaglia contro la malattia al programma televisivo della CBS Sunday Morning.
Racconta Cross ai microfoni della stazione televisiva: "Ci sono stati alcuni momenti come l'andare verso Gesù o qualsiasi altra cosa, in cui cercavo ogni aiuto che potessi avere... per uscire da questa cosa, perché non ero sicuro di farcela".
Il musicista aveva contratto il Covid-19 durante un viaggio a Città del Messico con la sua ragazza. Dopo essersi ammalato per tre settimane lo scorso aprile, si è sentito abbastanza bene da recarsi a fare la spesa. Tornato a casa, le sue gambe hanno ceduto. Al cantante è stata quindi diagnosticata la sindrome di Guillain-Barré, un disordine complesso e generalizzato del sistema nervoso, che i medici ritengono sia stato causato dal coronavirus. Cross dovette trascorrere i successivi dieci giorni ricoverato in terapia intensiva.
Ha rivelato con dolore il musicista statunitense: "Sono stati i dieci giorni peggiori della mia vita. Non potevo camminare, riuscivo a malapena a muovermi. E' stato sicuramente il periodo più buio per me. È stata davvero dura e difficile." E sebbene la paralisi fosse temporanea, sta ancora lottando per ottenere il pieno recupero. "La mia camminata ne risente. Il parlare a volte può esserne influenzato. Anche la memoria è un grosso problema. Neurologicamente, sono un po' annebbiato. Sto prendendo dei farmaci... un antidolorifico per i nervi che può causare un po' di anebbiamento. Ma la maggior parte delle persone con la sindrome di Guillain-Barré guarisce dal 90% al 100% in circa un anno. Questa è la mia prognosi."
Sette mesi dopo la pandemia, ci sono ancora persone che non prendono sul serio il coronavirus. Christopher Cross ha voluto dettagliare per intero la sua battaglia per dimostrare tutta la gravità della situazione. "Ho sentito che era una sorta di mio obbligo condividere con le altre persone, 'Guardate, questo è un grosso problema. Dovete indossare la mascherina. Dovete prendervi cura l'uno dell'altro. Perché questo potrebbe accadere a te.'"