Jefferson Airplane: guida all'ascolto di "Surrealistic pillow"

I dischi "imperdibili" raccontati e spiegati da Enrico Merlin
Jefferson Airplane: guida all'ascolto di "Surrealistic pillow"

JEFFERSON AIRPLANE: SURREALISTIC PILLOW
RCA Victor, febbraio 1967

La storia del Rock su disco sembra essere caratterizzata da una sorta di maledizione. Molti artisti sono stati in grado di produrre degli interessanti album d’esordio, ma solo una piccola percentuale di essi è riuscita a consegnare alle stampe una seconda prova all’altezza della precedente. Credo sia dovuto principalmente al fatto che un giovane autore fa confluire nel suo primo disco tutta l’esperienza e il materiale migliore realizzato sino a quel momento. Per il secondo album invece ha a disposizione solo l’intervallo di tempo concesso dal contratto discografico, a meno di non aver strategicamente conservato del materiale composto in precedenza. Accade poi sovente che sulla scia del successo i giovani artisti cadano nell’autocitazionismo, alla spasmodica ricerca di un nuovo consenso di pubblico. Solo i grandi riescono ad andare oltre.

Questa è anche una delle differenze tra quelli che potremmo definire “innovatori puri” (one shot), che possono avere avuto una grande idea portata avanti e fatta crescere poi da altri, e gli artisti che evolvono linguaggi, che sviluppano la loro opera in un arco di tempo più ampio. Pur non mancando le eccezioni (artisti come Frank Zappa, che appartengono a entrambe le categorie), la storia del Rock sembra essere lo specchio di questo aspetto della creatività umana. A volte, ma molto raramente, la seconda prova discografica è qualitativamente superiore. È il caso di "Surrealistic Pillow" dei Jefferson Airplane, un’indiscutibile pietra miliare, ponte tra Folk e Rock psichedelico. L’album fu anche un grande successo di vendite e, per contenuti innovativi, surclassa nettamente il precedente "Takes Off". Nulla di simile si era mai sentito prima, e nemmeno dopo a dire il vero. Un album in cui confluisce il pensiero creativo di tutti i membri del gruppo e che, pur nella sua variegata struttura, mantiene una concretezza difficilmente eguagliabile.

Enrico Merlin


Questa scheda è tratta da "1000 dischi per un secolo. 1900-2000", di Enrico Merlin (Il Saggiatore), per gentile concessione dell'autore e dell'editore.

Enrico Merlin, musicista e musicologo, nella composizione e scrittura del volume ha cercato di tracciare la storia della musica occidentale registrata, attraverso la selezione di 1000 opere sonore che fossero innovative in almeno uno dei sei parametri di cui la musica è composta: melodia-armonia-ritmo-timbro-dinamica-espressività. Per ognuna di esse ha realizzato una sorta di guida all'ascolto in cui vengono raccontate le motivazioni per cui quel disco è di fatto una pietra miliare. Mancano diversi dischi famosi, mentre vi sono opere seminali, ma di nicchia, che malgrado uno scarso successo di pubblico hanno lasciato un segno profondo in altri artisti contemporanei o successivi. Le schede non sono quindi delle recensioni, quanto piuttosto dei suggerimenti d'ascolto, dei trampolini di lancio per andare alla scoperta di nuovi mondi sonori e, perché no, trovare qualche conferma.


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