Pink Floyd, Mick Jagger e il "Dune" - mai girato - di Jodorowsky

I retroscena del kolossal progettato, e non realizzato, dal regista di "El Topo" e di "La montagna sacra"
Pink Floyd, Mick Jagger e il "Dune" - mai girato - di Jodorowsky

L'uscita del primo trailer del "Dune" di Denis Villeneuve, accompagnato da "Eclipse" dei Pink Floyd riarrangiata da Hanz Zimmer (l'uscita dell'attesissimo film è stata però rimandata all'ottobre del 2021), ha fatto rispolverare una interessante vicenda risalente al 1974, alla quale è stato dedicato anche un documentario diretto nel 2013 dal regista Frank Paich (qui il trailer; qui invece, se volete, trovate l'intero documentario in inglese). 


Il regista di culto Alejandro Jodorowsky, dopo il successo dei suoi film "El Topo" (1970) e "La montagna sacra" (1973), si vide offrire dal produttore francese Michel Seydoux l'offerta di poter girare "qualsiasi film avesse voluto". Jodorowsky scelse di girare un film ispirato al romanzo di fantascienza "Dune" di Frank Herbert, benchè non avesse mai letto quel libro ("Un mio amico mi aveva detto che era fantastico").
Seidoux acquistò il diritti per la versione cinematografica del libro dal produttore di "Il pianeta delle scimmie", Arthur P. Jacobs, che li aveva acquisiti ma poi aveva rinunciato al progetto di trarne una pellicola.


Un po' di mesi dopo, l'impresa di Jodorowsky era avviata, e prevedeva per "Dune" un adattamento cinematografico della durata compresa fra le 10 e le 20 ore. L'intenzione del regista non era di trarre la sua pellicola seguendo la narrazione del romanzo, ma, ispirandosi a quello, di raccontare la storia di un Messia per la generazione psichedelica, e di ricreare per gli spettatori gli effetti di un "viaggio" in LSD ma senza l'assunzione della sostanza.
In fase di preproduzione Jodorowsky lavorò con tre diversi artisti, a ognuno dei quali aveva affidato il compito di ricreare un differente aspetto visuale dell'universo di "Dune".
Uno era H.R. Giger, il pittore, designer e scultore svizzero che alcuni anni dopo (1979) avrebbe realizzato l'Alien del film di Ridley Scott e, nel 1981, avrebbe firmato la copertina del primo disco da solista di Deborah "Debbie" Harry dei Blondie, "Koo Koo".

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Uno era Gene Giraud, fumettista francese più noto come Moebius, considerato uno dei maestri del fumetto e dell'illustrazione di genere fantastico e fantascientifico, che nel 1981 avrebbe pubblicato una serie di fumetti cofirmata con Jodorowsky, "Un'avventura di John Difool".

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E un altro, il terzo, era l'artista britannico Chris Foss.

Per il cast, Jodorowsky aveva progetti ambiziosi. Pensava a Salvador Dalì, il pittore spagnolo, nel ruolo dell'imperatore Shaddam IV (sarebbe stato pagato 100.000 dollari per un'ora di lavoro); a Orson Welles nel ruolo del barone Harkonen; e a Mick Jagger come Feyd-Rautha, il ruolo che poi andò a Sting per il "Dune" diretto da David Lynch nel 1984.

Per la colonna sonora, Jodorowsky inizialmente aveva in mente la prog band francese dei Magma, il gruppo inglese degli Henry Cow e il compositore di musica contemporanea Karlheinz Stockausen; dalla Virgin gli furono proposti i Gong, Mike Oldfield e i Tangerine Dream. Poi decise di proporre ai Pink Floyd di realizzare l'intero soundtrack, che sarebbe dovuto uscire su un doppio album.

Jodorowsky, nel documentario 'Jodorowsky's Dune':


"I Pink Floyd acconsentirono volentieri ad incontrarci negli studi di Abbey Road, quelli dove i Beatles avevano registrato i loro successi. Erano nel mezzo delle registrazioni di 'Dark side of the moon'" (in realtà di trattava di "Wish you were here"). All'arrivo non vidi un gruppo di musicisti impegnati a realizzare un capolavoro, ma quattro ragazzotti che mangiavano cotolette. Jean-Paul Gibon e io fummo costretti ad aspettare che soddisfacessero la loro voracità, stando in piedi davanti a loro. Mi arrabbiai per la loro mancanza di rispetto, e me ne andai sbattendo la porta. Sorprendentemente, David Gilmour ci corse dietro scusandosi e ci fece assistere a una sessione di mixaggio. (...)
Decisero di partecipare al film producendo un doppio album che sarebbe stato intitolato 'Dune'. Vennero a Parigi per discutere la parte economica, e dopo molte discussioni arrivammo a un accordo secondo il quale i Pink Floyd avrebbero realizzato quasi tutte le musiche del film"  

Grazie all'archivio di Nino Gatti, uno dei Lunatics, di recente autore di "David Gilmour & Roger Waters", sono in grado di riferirvi alcuni stralci di interviste in cui si fa riferimento alla questione "Dune".

Roger Waters, intervista a 'Radio Campus', Europe 1, 1 settembre 1975:

State lavorando alla colonna sonora di un film di Alejandro Jodorowsky, che si intitolerà "Dune", e avete pianificato un anno di tempo per la composizione delle musiche e un altro anno per la registrazione. Cosa dobbiamo aspettarci?
"In realtà non dedicheremo del tempo specifico a questo progetto... non abbiamo pianificato nessuna tempistica. Dalla fine di luglio fino a Natale non abbiamo nessun progetto. Ma è vero che tutti abbiamo letto il libro, 'Dune', e ci è piaciuto molto, tanto che per circa un anno abbiamo pensato di acquisirne i diritti, era una proposta che circolava da cinque o sei anni nell'ambiente. Quando ci chiamarono per dirci che il film l'avrebbe fatto Jodorowsky, abbiamo detto di essere interessati".

Roger Waters - o David Gilmour? - alla rivista "Rock en stock", gennaio 1979:

"Mi interessava moltissimo perché avevo letto tempo prima il libro, 'Dune', e ho sempre pensato che se ne potesse trarre un film incredibile. Mi era piaciuto molto 'El Topo', ed è per questo che siamo entrati in contatto con Jodorowsky; ci aveva fatto vedere dei disegni incredibili, ma il progetto si è arenato perché costava milioni di dollari. E' il genere di film al quale mi piacerebbe lavorare"

Nick Mason alla rivista "Batteur", luglio/agosto 1994:

"In realtà non abbiamo effettivamente lavorato sul film, ne abbiamo solo parlato. Abbiamo incontrato il regista, del quale amavamo molto le opere. Ma questo tipo di opportunità, per noi, non è mai arrivata al momento giusto. Il problema con le colonne sonore è che richiedono tempo almeno quanto un album normale. Alla fine, ti trovi con un album di più, senza che si tratti di brani veramente tuoi. Noi amiamo lavorare sui film, è un esercizio interessante, ma sovente necessita di più tempo del previsto e noi, in generale, non abbiamo tempo a sufficienza”.

Il gruppo di lavoro di Jodorowsky assemblò uno storyboard di centinaia di pagine, del quale furono stampate 20 copie da presentare ai possibili finanziatori.
Ma nessuno accettò di mettere soldi per il progetto - sarebbero serviti 15 milioni di dollari - che così venne abbandonato, dopo che per la preproduzione erano già stati spesi due milioni di dollari.

Jodorowsky:

"Il mio progetto fu sabotato da Hollywood. E il suo fallimento cambiò le nostre vite. Dan O'Bannon, che era lo sceneggiatore, fu ricoverato in un ospedale psichiatrico.

Quando ne uscì, si ributtò rabbiosamente nel lavoro; scrisse dodici soggetti, tutti rifiutati. Il tredicesimo era quello di 'Alien'.
E come lui, tutti quelli che erano stati coinvolti impararono a sopravvivere alle sconfitte, a resistere con ostinazione. Come mi disse mio padre sul letto di morte: 'Figlio mio, nella vita io sono riuscito ad andare avanti perché ho imparato come cadere".

Il progetto di un film tratto da "Dune" restò irrealizzato fino al 1984, quando a portare sugli schermi il libro di "Dune" fu David Lynch; la colonna sonora fu affidata ai Toto, con l'unica eccezione di un brano, "Prophecy theme", composto da Brian Eno, Roger Eno e Daniel Lanois.


 

Franco Zanetti

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