La storia dell'amicizia tra Bowie e Springsteen (e quella volta che David imitò Bruce)

In un raro e divertente audio degli anni '80, messo in rete dal collaboratore Mark Saunders, il cantante improvvisa in studio un brano con la voce di famosi colleghi...
La storia dell'amicizia tra Bowie e Springsteen (e quella volta che David imitò Bruce)

Agosto 1985: David Bowie è in studio per la colonna sonora di "Absolute beginners", il film di Julien Temple che sarebbe uscito l'anno dopo, in cui recita e per cui incise la canzone che diventò un successo. Ma le giornate in studio possono essere lunghe e noiose. Così Bowie trova il modo di alleggerire la tensione, ma con il suo proverbiale stile e umorismo. Si inventa una strofa, su una base di basso e sintetizzatori. "When the fires broke out on the Rio Grand left nothing stranded but the smell of the land...".
Sì, sembra l'inizio di uno canzone di Springsteen, e infatti è quello lo scopo: imitare il Boss, nella voce e nella scrittura. L'ingegnere del suono Mark Saunders ebbe la prontezza di spirito di shiacciare il tasto "REC" per catturare il momento. E infatti Bowie disse: "la farò come qualcun altro, solo perché ne ho voglia". La sua voce si trasforma in quella di Bob Dylan, poi in quella di Tom Waits, in quella di Lou Reed, in quella di Iggy Pop. Sono 6 minuti di puro spettacolo e genio, che iniziano con un omaggio al suo amico Bruce.

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 Nello stesso pomeriggio, racconta Saunders, arrivò poi Mick Jagger per registrare "Dancing in the streets".

Queste imitazioni furono registrate (...) durante le session per la voce principale di 'Absolute beginners': alla fine della seduta, lui se ne uscì con questa trovata. Io mi resi conto che avrebbero potuto essere cancellate, allora mi affrettai a inserire una cassetta e a premere il tasto 'rec' sul registratore. Sarebbe stato bello ascoltare anche il dialogo tra Bowie, Clive Langer e Alan Winstanley (i due proprietari dello studio, ndr), ma sfortunatamente non mi fu possibile registrarlo"

Saunders le diffuse nel gennaio del 2016, pochi giorni dopo la morte di Bowie: se le era quasi dimenticate.  Se ne parlò parecchio al tempo (ne scrivemmo anche noi), ma hanno ripreso a girare in questi giorni tra i fan di Bowie e di Springsteen, per via dell'articolo di un magazine inglese che le ha ripescate. Qualche giorno dopo la prima pubblicazione, Saunders aggiunse:

Penso che Bowie abbia probabilmente scritto questi verso velocemente per l'imitazione di Springsteen che è la prima. Non ho memoria di noi seduti ad aspettare che lui riscrivesse, quindi probabilmente è stato fatto molto rapidamente. Se è così, è piuttosto impressionante!  L'immagine è decisamente molto Bruce.

Si tratta evidentemente di un omaggio ad un collega e amico che Bowie stimava molto: i due si erano conosciuti più di dieci anni prima: nel 1973. Il Boss aveva pubblicato l'esordio “Greetings from Asbury Park, N.J.”. Bowie, ben più famoso, pensò di incidere la sua  “It’s Hard To Be A Saint In The City”. durante le sessioni di registrazione di “Young Americans”, che sarebbe uscito due anni dopo. I due si incontrarono e Bowie fece sentire a Springsteen la sua versione. Nel 2016 Tony Visconti, produttore di Bowie, raccontò

David lo portò in un'altra stanza per una conversazione privata. Quando Bruce se ne andò fu gentile e ci salutò tutti. Dopo quel giorno io e David non lavorammo più su "Saint", anche se venne finita o ri-registrata con qualcun altro.

 La versione di “It’s Hard To Be A Saint In The City” di David Bowie avrebbe visto la luce solo nel 1989 quando uscì il box “Sound+Vision”, ma non era la versione del 1973.

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Springsteen rese omaggio a Bowie nel 2016, suonando la sua "Rebel rebel" dal vivo poco dopo la scomparsa dell'amico, e menzionando lo stesso episodio

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