Tom Petty, gli eredi attaccano Trump
La famiglia di Tom Petty ha inviato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump una diffida formale per aver utilizzato "I Won’t Back Down", brano del cantautore di Gainesville scomparso nel 2017 originariamente pubblicato nell'album "Full Moon Fever" del 1989, in occasione del comizio tenuto al Bok Center di Tulsa, in Oklahoma, ieri, sabato 20 giugno.
Nel palazzetto l'attuale inquilino della Casa Bianca ha utilizzato la canzone per la sua entrata in scena, ma stando a un comunicato ufficiale diramato dalla famiglia dell'artista né il presidente né il suo staff erano "in alcun modo autorizzati a usare questa canzone per promuovere una campagna elettorale che si dimentica di troppi americani, oltre che del buon senso".
"Sia il compianto Tom Petty che la sua famiglia sono stati e sono fermamente contrari al razzismo e alla discriminazione di qualsiasi tipo", si legge nella nota, firmata da Adria, Annakim, Dana e Jane Petty: "Tom Petty non avrebbe mai voluto che una sua canzone fosse utilizzata per una campagna di odio. Gli piaceva riunire le persone. Ha scritto questa canzone per gli emarginati, per la gente comune e per chiunque. Vogliamo sia chiaro che crediamo che tutti siano liberi di votare per chi gli pare e pensarla come gli pare, ma la famiglia Petty non supporta questa operazione. Crediamo nell'America e nella democrazia, ma Donald Trump non rappresenta i nobili ideali di entrambi. Per questo abbiamo emesso una diffida ufficiale che è stata notificata ai responsabili della campagna elettorale di Trump".
Non è la prima volta che Donald Trump viene contestato da esponenti di spicco della comunità musicale americana (e non) per l'utilizzo di canzoni in pubblico: in passato a fare polemica nei confronti del magnate prestato alla politica sono stati, tra gli altri, Rihanna e Rolling Stones, oltre che agli eredi di Prince e al frontman dei Guns N' Roses Axl Rose.
Just so ya know... GNR like a lot of artists opposed to the unauthorized use of their music at political events has formally requested r music not b used at Trump rallies or Trump associated events.
— Axl Rose (@axlrose) November 4, 2018
La voce di "Welcome to the Jungle", in un tweet, spiegò tuttavia come lo staff presidenziale sfrutti delle falle legislative nelle licenze di diffusione di brani a fini commerciali concesse alle venue destinate ai comizi per mettersi al riparo da controversie legali legati all'utilizzo di canzoni per scopi politici.
Il contestato ritorno del presidente USA in pubblico dopo l'esplosione della pandemia da Covid-19 ha avuto un altro risvolto per così dire musicale. Come riferisce il New York Times diversi fan del K-pop avrebbero organizzato una campagna segreta su Twitter e TikTok per registrare centinaia di migliaia di richieste di biglietti - ovviamente false - per il comizio di Tulsa, creando aspettative esagerate nello staff presidenziale e, soprattutto, togliendo spazio a eventuali reali sostenutori del candidato repubblicano alle prossime presidenziali americane. Questa eventualità è stata ufficialmente smentita dai responsabili della campagna elettorale del presidente USA.