Robert Plant, la canzone ‘definitiva’ dei Led Zeppelin? No, non è 'Stairway to Heaven', bensì…
Per molti fan dei Led Zeppelin non esiste nulla di più perfetto di “Stairway to Heaven”, il capolavoro del quartetto britannico scritto da Robert Plant e Jimmy Page, contenuto in “Led Zeppelin IV”, presente sostanzialmente in tutte le classifiche delle migliori canzoni rock di sempre. La preferita di tanti, dunque, ma non del cantante della band, che in un’intervista concessa all’edizione statunitense di Rolling Stone diversi anni fa, nel 1988, ha spiegato che il brano non è per lui né il più rappresentativo del repertorio della formazione e né il suo preferito, approfittando per svelare la sua scelta. “Non è la canzone definitiva dei Led Zeppelin”, ha raccontato Plant, proseguendo: “‘Kashmir’ lo è”. All’osservazione della storica testata a stelle e strisce che la percezione dei seguaci del gruppo è che nulla rappresenti gli Zeppelin più di “Stairway to Heaven”, la voce di Dirigibile ha replicato: “Hanno mancato il punto. È una bella, piacevole, con un bel significato, naive, piccola canzone, molto inglese”. E perché invece Robert Plant riconosce cotanto onore a “Kashmir” (“Physical Graffiti”, 1975)? È presto detto:
Si tratta della ricerca, dei viaggi e delle esplorazioni che Page e io abbiamo intrapreso verso climi lontani fuori dal sentiero tracciato. Ovviamente, abbiamo toccato solo la superficie. Non eravamo antropologi. Ma potevamo, essendo musicisti, essere invitati in società delle quali le persone di solito non sono testimoni. È un momento molto significativo aprire gli occhi e vedere come i componenti delle tribù berbere vivevano nel nord del Sahara. Le mie interpretazioni nei testi non sono così fantastiche, non lo sono mai state. Ma era così per me all’epoca. Quella, davvero, è per me la sensazione di Zeppelin.
Portando a compimento il suo amore per “Kashmir” Plant ha poi eletto il suo album dei Led Zeppelin preferito: “‘Physical Graffiti’. Roba forte. E suonava anche bene. Suonava molto duro, ma era anche contenuto, mostrando allo stesso tempo una certa dose di controllo. Oltre a “Kashmir”, “Physical Graffiti” contiene brani come, tra gli altri, “The Rover”, "In My Time of Dying", "Bron-Yr-Aur" e “Night Flight".
Nel 1982 Robert Plant ha dato il via alla sua carriera solista con “Pictures at Eleven”. L’ultima prova di studio in solitaria del già cantante dei Led Zeppelin, “Carry Fire”, risale al 2017: qui trovate la nostra recensione.