Madonna, il tributo (poco gradito) a George Floyd sulle note di Michael Jackson

Madonna torna a esprimersi, indirettamente, sulla morte di George Floyd, avvenuta lunedì scorso a Minneapolis.

Madonna, il tributo (poco gradito) a George Floyd sulle note di Michael Jackson

Dopo aver condiviso sui suoi social il video, pubblicato dalla stampa di tutto il mondo, delle violenze alle quali è stato sottoposto George Floyd, l’afroamericano che è venuto a mancare a Minneapolis, Minnesota, lunedì scorso dopo il brutale comportamento della polizia nei suoi confronti, che ne ha determinato la morte, Madonna è tornata sull’episodio, questa volta condividendo via Instagram un video che ha come protagonista uno dei suoi figli, David Banda. Nella clip, che potete vedere qui sotto, il giovane mette in scena una danza sulle note di "They Don't Care About Us", il singolo del 1995 di Michael Jackson, che al momento della sua pubblicazione era stato accompagnata anche da un video firmato da Spike Lee.


L’omaggio di David – 14 anni, originario del Malawi, adottato da Madonna - e indirettamente anche della signora Ciccone, non è però risultato gradito a molti, che sui social hanno commentato con toni critici la scelta della popstar statunitense, additata come “insensibile”. “Dovresti fare qualcosa di più”, ha scritto qualcuno. “Una ragazzo nero adottato che balla non porterà al cambiamento”, ha scritto qualcun altro. Si legge ancora tra i commenti alla clip: “Le intenzioni sono buone ma completamente stonate. Ballare in risposta al razzismo dei poliziotti assassini non servirà a niente. Ma grazie per averci provato!”. C’è anche chi, però, ha gradito eccome. Tra i commenti al post si vede, ad esempio, quello di Asia Argento, che ha corredato con emoticon di commozione e gratitudine il video di Madonna.

L’omaggio, che seppur criticato resta tale nelle intenzioni di Madonna, non è il solo rivolto in questi giorni a George Floyd, una delle tante vittime delle discriminazioni razziali che ancora non hanno abbandonato gli States: sono stati moltissimi, nel mondo della musica e non solo, che si sono indignati, raccolti sotto il sotto “I cant’ breathe” (“non riesco a respirare”), per quanto accaduto a Minneapolis.

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