Il pianista Alessandro Martire: “La mia musica si lega alle immagini, come nel cinema”

Il giovane compositore di Como presenta, grazie a una conferenza stampa online, il suo nuovo disco “Share The World”

Lo scorso febbraio, prima dello scoppio della pandemia, ha suonato all’aeroporto di Lugano-Agno, tra gli aerei dell’aviazione privata.

In passato si è esibito anche su una piattaforma galleggiante sul lago della sua Como e perfino in quota, su un aereo Pilatus PC12. Sognava di eseguire le sue sinfonie nel deserto del Wahiba Sands grazie a un progetto speciale in Oman. Il giovane pianista Alessandro Martire, classe 1992, ha sempre voluto unire la sua musica al viaggio, alle emozioni e a esperienze uniche per lui e per il suo pubblico. Ma adesso la durezza della realtà si scontra con il sogno. “Per la presentazione del mio nuovo disco "Share The World" avrei voluto fare qualche cosa di magico, sia per i giornalisti che per il pubblico – racconta il compositore – ma la situazione ci impone, ovviamente, altri approcci. Ho voluto pubblicare questo progetto, come si evince dal titolo, perché la condivisione in questo momento è fondamentale. Spero, con la mia musica, di dare un messaggio. Inoltre il tema del viaggio è centrale. Proprio in volo, tra i miei numerosi spostamenti, ho scritto e ideato molte di queste canzoni, è un auspicio che si possa tornare presto alla normalità”.

Il disco, in uscita per Carosello Records, sarà disponibile in streaming e nei digital store da venerdì: il compositore, non potendo incontrare i media dal vivo a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, lo ha raccontato e presentato attraverso una conferenza stampa online in diretta (una delle primissime, se non la prima) a cui hanno partecipato una trentina di giornalisti.

Martire, in salotto, con alle spalle alcuni vinili, fra Beethoven e i Depeche Mode, ha anche suonato alcuni pezzi. Il suo stile è una miscela di musica classica e contemporanea: si passa da brani sognanti come “Lej”, ispirato al progetto “floating moving concert” sul lago di Como, al diretto e puro “Breath”, arrivando fino a “Truth”, una vera scala di suoni.  “Ho alle spalle due album autoprodotti, che in questi anni mi hanno permesso di suonare all’estero, in città incredibili – ricorda l’artista – mi sono esibito anche a Hong Kong nella stessa location in cui una settimana prima aveva suonato Ludovico Einaudi. “Share The World” è composto da undici tracce al pianoforte (solo o accompagnato dall’orchestra) che parlano di desideri, di fioritura dell’anima, di incontri, della voglia di tornare a viaggiare, che infondono speranza e gettano il cuore oltre l’ostacolo. L’ingresso dell’orchestra, nella mia produzione, è un passo avanti, è la prima volta. L’ho voluta per regalare più armonia alle canzoni”.

Ma quali sono i punti di riferimento? “In tanti mi chiedono in quale filone del pianismo contemporaneo mi rispecchi – sorride – ci sono tante sfumature: il pianismo intriso di elettronica funziona molto in Germania e in Francia, mentre in Russia si segue più una linea neoclassica con orchestra. Io vedo la mia musica legata al mondo del cinema, che è uno dei grandi obiettivi che vorrei raggiungere. Mi piace suscitare immagini e visioni. Uno dei miei registi preferiti è Giuseppe Tornatore, mentre sul fronte compositivo amo Ennio Morricone, David Lanz e Wim Mertens. Mi piacerebbe scrivere la colonna sonora di un grande documentario su una storia importante”. Molte delle sue imprese sonore, i live sul lago di Como o in alta quota, le ha auto-prodotte dimostrando una notevole capacità imprenditoriale. “Sì, ho progettato anche festival e ho aperto una scuola di musica con alcuni colleghi e amici – conclude Martire – credo molto nel potere della musica. Tutti i giorni, sulle mie pagine social, realizzo dei piccoli concerti per regalare un po’ di conforto in un periodo buio”.

 

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