Andrea Bocelli: "Quello di Pasqua non sarà un concerto ma un’occasione per pregare insieme"

Il cantante racconta lo spirito dell'iniziativa in diretta streaming da Milano per il giorno di Pasqua

Andrea Bocelli: "Quello di Pasqua non sarà un concerto ma un’occasione per pregare insieme"

Andrea Bocelli si esibirà nel Duomo di Milano il 12 aprile, senza pubblico, canterà per celebrare la Pasqua, in diretta streaming in tutto il mondo. Il cantante di Lajatico, classe 1958, ha accettato l'invito del Sindaco Giuseppe Sala che lo aveva già voluto all'inaugurazione di Expo 2015 (di cui era commissario). "Quando il sindaco mi ha chiamato al telefono, una mattina di non molti giorni fa — quanti, non saprei dire: la quarantena fa perdere la dimensione del tempo! — invitandomi a cantare in Duomo, per Pasqua, ho risposto «presente» senza tentennamenti", ha raccontato al Corriere in una lunga lettera il cantante.

Bocelli ha così spiegato cosa succederà domenica: 

Quello di Pasqua non sarà un concerto. Sarà, piuttosto, un’occasione per pregare insieme, nella ricorrenza cristiana che celebra la Resurrezione e che dunque festeggia e testimonia la certezza nella vita che vince. Proporrò pagine tratte dal repertorio sacro. Come diceva Sant’Agostino, chi canta prega due volte...

Ebbene, utilizzando la musica, linguaggio universale che di per sé ci parla del miracolo della vita e di Colui che l’ha creata (sussurrandoci indizi sulla Sua immensa grandezza), chi vorrà congiungerà le mani al cielo ed io, sperando di esserne all’altezza, presterò la mia voce alla sua preghiera. La chiesa sarà vuota, ma saremo, mi auguro, una vastissima folla interconnessa, grazie ad internet, unita da quel filo sottile che è la fede, più forte di ogni apparente distanza. Saremo congiunti da uno slancio verso la bellezza che, di per sé, anche per chi credente non è, è terapeutico e costruisce legami.

E, ancora, sul suo rapporto con la città:

Milano è una costante della mia vita, da quella immaginata da ragazzo, tra le pagine del Manzoni, a quella anelata quando ero un giovane artista in cerca di ascolto, a quella (costantemente generosa, negli anni) del suo pubblico concertistico"

Come la musica di Verdi, Milano emoziona, commuove, educa, innesca sempre energie che potenzialmente rendono migliori. Nutro un grande affetto ed ho un antico debito di riconoscenza per questa città. Spontaneamente mi vien da associarla a quel genio assoluto che milanese certo non era, ma che ha eletto Milano quale principale scenario della sua lunga vita.

 

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