Storia delle canzoni: "You'll never walk alone"

L'origine dell'inno dei tifosi del Liverpool
Storia delle canzoni: "You'll never walk alone"
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Nel 1963 Brian Epstein e George Martin, manager e produttore dei Beatles, offrirono a Gerry Mardsen di incidere con il suo Gruppo -  Gerry and the Pacemakers, un’altra band di Liverpool e simbolo dell’ondata musicale locale dell’epoca, il Merseybeat – “Hello little girl”.

Mardsen rifiutò e scelse come nuovo singolo “You’ll never walk alone”: il pezzo aveva il non facile compito di eguagliare le imprese dei precedenti due 45 giri, “How do you do it” (scartata dai Beatles) e “I like it”, entrambe di Mitch Murray ed entrambe arrivate al numero uno in classifica. L’impresa riuscì. Così ad Anfield Road, lo stadio del Liverpool FC, dove usava suonare le canzoni della top 10 settimanale prima e durante l’intervallo delle partite dei Reds, “.You’ll never walk alone” divenne per qualche settimana piuttosto popolare sugli spalti. Quando uscì dalla top 10, tuttavia, i tifosi continuarono a cantarla. Nel 1963 Gerry and the Peacemakers la suonarono dal vivo in TV all’Ed Sullivan Show insieme ai calciatori del Liverpool. Era nato un inno.

La canzone era stata scritta nel 1945 come parte di un musical intitolato “Carousel” i cui autori erano Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II. La sua versione cinematografica del 1956 la rese popolare al punto da generare diverse cover di interpreti famosi come Doris Day e Gene Vincent da un lato, e da scomodare un pezzo da novanta del genere come Irvin Berlin dall’altro, che volle tesserne le lodi paragonandola al Salmo 23.

La versione di Gerry and the Pacemakers, che suggellò l’adozione del pezzo come inno del Liverpool e che oggi è ancora un’arma dell’arsenale dei Reds quando il coro dell’Anfield paralizza le squadre avversarie, fu preceduta e succeduta da numerose altre.

Le più illustri? Quella che con Roy Hamilton ruppe il ghiaccio nel 1954 e la portò in classifica per la prima volta; l’omaggio che Elvis Presley tributò a quest’ultimo nel 1967, riprendendo e ripubblicando il brano, nonchè la cover di Roy Orbison nel 1969. Ma, forse, il riconoscimento più significativo per un brano è il suo sampling: ed allora, nel caso di “.You’ll never walk alone", vale la campionatura che i Pink Floyd inserirono nella loro “Fearless” (1971). Quella volta, invece di selezionare la registrazione di un collega, la band cucì all’interno del pezzo direttamente il canto dei tifosi durante una partita ad Anfield Road…

(qui il testo di "You'll never walk alone")

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