Le prime 10 canzoni internazionali da classifica: “Video killed the radio star” dei Buggles
Il testo che segue è tratto dal libro "Mezzo secolo di ritornelli" di Stefano Cilio.
Questa canzone è il singolo d’esordio dei Buggles, duo nato da una costola degli Yes i cui componenti sono Trevor Horn e Geoffrey Downes; pur essendo stata pubblicata alla fine del 1979 “Video Killed the Radio Star” è considerata la canzone capostipite degli anni Ottanta.
Lo stile del brano ha infatti molte componenti che saranno poi tipiche del decennio successivo: l’elemento cardine è la presenza di un’elettronica sofisticata, portatrice di un accennato romanticismo, grazie all’utilizzo del sintetizzatore e del “wall of sound”, tecnica ideata da Phil Spector negli anni Sessanta che univa archi, ottoni e timpani agli strumenti base quali batteria, basso e chitarra.
Il sintetizzatore è uno strumento che consente di imitare suoni di strumenti esistenti e di crearne di nuovi, utilizzando come comando melodico una tastiera come quella del pianoforte: questo elettrofono sarà la chiave musicale degli anni Ottanta, assieme all’utilizzo sfrenato del “wall of sound” che riempirà di effetti sonori le canzoni del decennio. Anche la tecnica di assemblaggio della canzone è tipica degli anni Ottanta: la canzone è una sorta di jingle esteso che si ripete con una connotazione quasi ipnotica, caratteristica tipica della produzione dance dai tempi della disco music fino ai giorni nostri.
Oltre a essere il capostipite degli anni Ottanta, “Video Killed the Radio Star” è anche stato il primo video in assoluto a essere stato trasmesso dal canale tematico Mtv, nato nell’agosto 1981: la scelta non è casuale dal momento che la canzone parla della parabola discendente di una stella della radio, oscurata dall’avvento della televisione nel mercato discografico, ed è stata utilizzata dal canale come manifesto della propria intenzione di fare concorrenza alle radio con i suoi videoclip.
Il motivo dominante di questo brano è in realtà la nostalgia nei confronti della musica del passato, unita alla consapevolezza che i tempi d’oro ormai erano finiti e non sarebbero più tornati. I motivi principali di questa crisi andavano ricercati nell’avvento della tecnologia e nel fatto che le nuove generazioni non avrebbero più potuto comprendere appieno le hit del passato, essendo abituate a un nuovo tipo di musica.
Il successo della canzone fu testimoniato dal raggiungimento della posizione di vertice in sedici paesi, tra cui la Gran Bretagna, la Francia, l’Australia e l’Italia, mentre passò quasi inosservata negli Stati Uniti.
Questa scheda è tratta da “Mezzo secolo di ritornelli – Le canzoni più presenti nelle classifiche di vendita italiane”, di Stefano Cilio, Arcana Edizioni, per gentile concessione dell’editore.(C) Lit edizioni di Pietro D'Amore s.a.s.
Nota: l’autore del libro ha deciso di inserire in un sistema tutte le classifiche settimanali di vendita dei dischi in Italia uscite in sessant’anni, scegliendo solo le prime dieci posizioni per un criterio di omogeneità.
Una volta raccolti tutti i dati, per ciascuna delle 3.131 classifiche settimanali è stato assegnato dalla prima alla decima posizione un punteggio decrescente (ponderato sulla base della media delle vendite nel nostro paese). Ciascuna canzone entrata anche solo per una settimana al numero dieci ha così ottenuto un punteggio relativo alla propria presenza, e una volta stabilita la graduatoria complessiva dei 4.134 brani considerati, di cui 757 sono arrivati al numero uno, le canzoni con il punteggio totale più alto sono andate a formare una sorta di classifica delle classifiche.