Crate Digger, una storia comune

Un libro, una storia di collezionismo e crisi. Una "malattia" che in molti abbiamo: quella del vinile!
Crate Digger, una storia comune

Siete collezionisti di dischi? Ma per “collezionisti” intendo che avete almeno qualche migliaio di LP e altrettanti CD (e magari anche cassette); non basta avere 50-60 titoli che riempiono uno scaffale della libreria. Insomma, se avete “la” malattia probabilmente vi è già capitato – o vi capiterà – di sorprendervi a pensare “Ma cosa me ne faccio di tutti questi dischi?”.

Spesso questi momenti corrispondono con eventi poco felici, crisi e difficoltà che la vita elargisce. E se, in particolare negli anni in cui la passione è più forte una collezione è una sorta di rifugio per affrontare i problemi, prima o poi diventa palese che – a lungo andare – si tratta “solo” di un bellissimo mucchio di oggetti, che purtroppo non può risolvere tutto. Da qui in poi inizia la foresta di Cuore di tenebra: ognuno deve andare in cerca del proprio Kurtz e capire se assassinarlo, oppure unirsi a lui o – ancora – decidere di ignorarlo e far finta di nulla.

Emblematico di questa situazione generale è Crate Digger, un bel libro (in inglese, uscito per Microcosm Pub) firmato da Bob Suren, personaggio che negli anni Novanta/Duemila è stato molto attivo nella scena punk made in USA (con un negozio di dischi, un’etichetta, un’attività di stampa di magliette, parecchie band, una sorta di agenzia di booking…).

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