Max Casacci registra il suono dell'acqua
Qual è il suono dell'acqua? Chiedetelo a Max Casacci: il chitarrista è uscito, per un poco, dal suo gruppo, e ha registrato sorgenti e torrenti di Biella per "Watermemories", il suo primo progetto solista. Starete pensando: "no, dai, non un'altra citazione di 'Jack Frusciante è uscito dal gruppo" dopo tutte quelle che avete sentito in questi giorni per il rientro del chitarrista (John, in realtà, a dispetto del titolo di libro di Enrico Brizzi) nei Red Hot Chili Peppers. Vi basti sapere quest'altra cosa: Frusciante ha registrato un disco solista che si intitola "To record only waters for ten days".
Ma le coincidenze si fermano qua: perché la logica del gruppo torinese, che ha appena pubblicato "Microchip temporale", è sempre stata quella di incentivare progetti paralleli al gruppo: tutti entrano ed escono in continuazione, insomma, per cercare stimoli da riportare nel gruppo. Solo due anni fa usciva il primo disco dei Demonology HiFi, progetto con Ninja - mentre DeProducers è già giunto al terzo capitolo. Però questa è la prima volta che Casacci mette direttamente il suo nome, e si tratta di due incisioni particolari, legate all'acqua.
“Ta ‘ Cenc” prende il nome dalla scogliera sull’isola di Gozo, nel mediterraneo, dove è nato tutto, ed un "primo movimento" realizzato con Hati Suara, usando il suono di rocce calcaree. “Watermemories” è stato realizzato nei dintorni di Biella, registrando diverse fonti di aqua e collaborando nuovamente con Michelangelo Pistoletto (che aveva lavorato con i Subsonica ai tempi di "Come una nave in una foresta"). Tra le fonti sonore c'è un'opera dell'artista, il sibilo dei bollitori d’acqua dell’”Orchestra di Stracci” di, nonché il concentrato sonoro che filtra attraverso l’opera di Giuseppe Penone “Una barra d’aria” puntata verso il torrente Cervo, all’esterno di Cittàdellarte.
Ecco il racconto del progetto nelle parole di Max Casacci