Beatles, i 50 anni di “Let it be”: tutte le canzoni una per una. “Get back”
“Get Back” nacque da un abbozzo di McCartney provvisoriamente indicato come “Commonwealth Song”, il cui testo satireggiava le posizioni razziste e xenofobe del politico conservatore Enoch Powell. McCartney cambiò poi il tema della canzone, facendone protagonista (apparentemente) un transessuale.
Benché già accennata durante la permanenza ai Twickenham Studios (2-14 gennaio), “Get Back” venne registrata per la prima volta il 23 gennaio negli Apple Studios allestiti nello scantinato del palazzo di Savile Row. Se ne suonarono una decina di takes.
Altre registrazioni si svolsero il 27 e 28 gennaio, ma fu la prima a fornire la base per la versione pubblicata su disco. L’assolo di chitarra fu suonato da John.
La versione uscita su 45 giri includeva una coda registrata il 28 gennaio, con risate e parole in libertà (dopo un falso finale McCartney riprendeva dicendo “Get back Loretta, your mummy’s waiting for you. Wearing her high-heel shoes and her low-neck sweater, get back home, Loretta”), mentre quella uscita sull’album “Let It Be” includeva applausi e commenti ricavati dalla registrazione della performance dal vivo del 30 gennaio sulla terrazza della Apple. Per la versione pubblicata sull’album, Phil Spector utilizzò all’inizio della canzone una frase di John registrata in studio il 27 gennaio (“Sweet Loretta Fart she thought she was a cleaner, but she was a frying pan”) e alla fine aggiunse due frasi registrate sulla terrazza il 30 gennaio: il “Thanks Mo” di Paul rivolto a Maureen Cox, la moglie di Ringo Starr, che applaudiva, e la perorazione, diventata celebre, di John: “I’d like to say thank you on behalf of the group and ourselves, and I hope we’ve passed the audition”.
“Get Back” è l’unico 45 giri dei Beatles ad aver debuttato direttamente al numero uno nella classifica di vendita britannica (andò al numero uno anche negli USA).
Una versione di “Get Back” più breve e remixata è stata poi pubblicata nell’album “Let It Be... Naked” (2003).
Domani scriveremo la storia dell’album “Let it be”
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Leggi qui la scheda di “Let it be” (seconda parte)
Leggi qui la scheda di “Let it be” (prima parte)
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I testi sono tratti dal libro di Franco Zanetti “Il libro (più) bianco dei Beatles”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Let it be” e di tutte le altre canzoni dei Beatles.
Qui la copertina del libro
