Beatles, i 50 anni di “Let it be”: tutte le canzoni una per una. “Two of us”

“Let it be”, ultimo (cronologicamente, per data di pubblicazione) album dei Beatles, è stato pubblicato 50 anni fa. Per festeggiarne l’anniversario vi raccontiamo una per una tutte le canzoni del disco, fino all’8 maggio, data dell’uscita del disco in UK

Beatles, i 50 anni di “Let it be”: tutte le canzoni una per una. “Two of us”

La canzone di apertura dell’ultimo album pubblicato in carriera dai Beatles è una composizione di Paul McCartney, a dispetto di una infondata rivendicazione a posteriori di John Lennon.

La canzone è̀ comunemente interpretata anche come riferimento alla situazione della coppia Paul e John: “you and me chasing paper” potrebbe alludere al gioco infantile del “paper-chase” – ovvero il “gioco dei cani e delle volpi”, che consiste nel lasciare una traccia di pezzetti di carta per farsi trovare –, ma potrebbe anche essere intesa come un’allusione ai problemi contrattuali dei Beatles. E la frase “You and I have memories longer than the road that stretches out ahead” sembra davvero rivolta a Lennon per ricordare il comune passato.

I Beatles registrarono “Two Of Us” in tre sedute, la prima delle quali si tenne il 24 gennaio (la canzone aveva il titolo provvisorio di “On Our Way Home”). Su suggerimento di Glyn Johns, i Beatles decisero di non usare le chitarre elettriche e di lavorare su un arrangiamento solo acustico. Il che li riportò ai tempi in cui eseguivano le canzoni del repertorio degli Everly Brothers.

I Beatles tornarono su “Two Of Us” il giorno seguente, ma fu solo il 31 gennaio che registrarono la versione (take 11) che poi finì su “Let It Be”, rimixata da Phil Spector.

L’introduzione parlata e il fischio sul finale vennero aggiunti in seguito. La prima, “I Dig A Pygmy by Charles Hawtrey and the Deaf Aids. Phase one, in which Doris gets her oats”, è una frase pronunciata da Lennon il 21 gennaio agli Apple Studios. Ovviamente né la canzone né il gruppo esistevano realmente: erano un’invenzione estemporanea di John. Charles Hawtrey è stato un attore e musicista britannico, protagonista fra l’altro di una lunga serie di trentun film comici a basso budget, di ambientazione tipicamente britannica, “Carrie On...”, disprezzati dalla critica ma di grande successo ai botteghini. “Deaf aids” – letteralmente “apparecchi acustici” – è il modo in cui i Beatles si riferivano agli altoparlanti che John usava per la sua chitarra. “Gets her oats” è un modo di dire britannico riferito al sesso, più o meno “si toglie le voglie”.

Il fischio sul finale sembra essere una rievocazione della melodia del “finale Maori” di “Hello, Goodbye”.

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Domani scriveremo di “Dig a pony”

I testi sono tratti dal libro di Franco Zanetti “Il libro (più) bianco dei Beatles”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Let it be” e di tutte le altre canzoni dei Beatles.

Qui la copertina del libro

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