Comunicato Stampa: I Bloc Party al Transilvania

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Sono cresciuti a suon di Pixies, Cure, the Smiths il loro nuovo album ”Silent Alarm” è stato accolto con entusiasmo da critica e pubblico Dopo essere stati anche support band degli Interpol ed essere considerati come la next big thing inglese eccoli arrivare per un’unica data italiana

BLOC PARTY

LUNEDI’ 25 APRILE 2005
MILANO @ TRANSILVANIA
Via Paravia, 59
Info-line Indipendente 0434-208631

prezzo del biglietto € 13,00 + 15% diritti di prevendita

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I Bloc Party sono un gruppo di ragazzi non particolarmente “straordinari”, cresciuti con la cultura rock e pop degli anni compresi tra il 1976 ed oggi.
I quattro inglesini, originari del sud di Londra, come tutte le band agli esordi, nella loro cantina, hanno provato e riprovato brani di Pixies, The Cure, The Smiths, New Order, Sonic Youth e tutta la musica british post-punk. Fortunatamente non arenadosi alla semplice emulazione, hanno sviluppato un loro suono che li ha portati a produrre il primo EP “Banquet”, fino ad arrivare all’attesissimo “Silent Alarm”, uscito i primi mesi del 2005.
Kele Okereke - Voce e chitarra –, Russell Lissack - Chitarra –, Gordon Moakes – Basso e voce – e Matt Tong - Batteria – giovanissimi (la media è di 24 anni) voraci di musica, curiosi al punto da essere “informati” (come loro stessi dicono) su Neil Young, ma anche su Supertramp, Gang of Four e i Dinosaur Jr., senza dimenticare i Black Sabbath.

Prima si chiamavano Angel Range e successivamente Union.
Una volta deciso che il nome del gruppo doveva essere Bloc Party, dopo aver accumulato un po’ di materiale e definita la line up, Kele (che ha cominciato a suonare la chitarra nel momento i cui le sue mani erano grandi abbastanza), manda un demo ai Franz Ferdinand che, a sorpresa, li invitano a suonare come supporter al Domino Tenth Anniversary.
Tutti (tra gli altri NME che li adora) parlano di loro e sicuramente sono uno dei ruppi più chiacchierati dell’anno. Tutti li paragonano ai Rapture, tranne che per i loro natali british, anche se rispetto ai newyorkesi si distaccano dall’elettronica in chiave house, e si affidano a chitarre precise millimetricamente e la batteria che calza la battuta anche quando si fa disarticolata.
“SILENT ALARM” ha un suono a metà tra suoni grezzi e strutture pop.
Il basso di Gordon Moake è sismico, Kele Okereke mostra controllo e intenti chiari in un ambiente di furia e emozione pura. “She is Hearing Voices” per esempio è una canzone furiosa. Russell Lissack dà un’altra dimensione ad ogni canzone con la sua tecnica e il suo talento di chitarrista. “Banquet” è proprio un evento musicale. La velocità di Kele la trasforma da canzone in un inno potentissimo, coperto e scandito dalla batteria incredibile di Matt Tong. “This Modern Love” è una canzone costituita da liquido dorato.

Il futuro non può essere che radioso per i Bloc Party!
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