Paolo Conte: “Il jazz è teatro”. Intervista a RTL 102,5

Stefano Mannucci in conversazione con Paolo Conte a Umbria Jazz
Paolo Conte: “Il jazz è teatro”. Intervista a RTL 102,5

Ieri sera 14 luglio Stefano Mannucci ha intervistato, per RTL 102,5, il cantautore astigiano prima della sua esibizione a Umbria Jazz.
Ecco un estratto della conversazione:

51 anni da 'Azzurro’: nei giorni in cui il mondo esplodeva con le rivoluzioni, Parigi, gli studenti, tu cantavi di un pomeriggio noioso in un giardino. Meraviglioso paradosso italiano.

“Io assolutamente non pensavo ai tempi che si stavano muovendo intorno a me perché io non avevo vissuto quel '68, non essendo più studente, già lavoravo in ufficio con mio padre e avevo un altro tipo di vita”.

 
E ‘Azzurro’ è finita con l’essere cantata in coro dai torpedonisti nelle gite in corriera.

“Non era proprio previsto, nelle mie aspettative  era una canzone d'arte. Comunque poi, effettivamente, ha funzionato nei torpedoni e per le gite è venuto un po' spontaneo che la gente cantasse il refrain in coro. Alla fine fa , perché è sempre popolarità per una canzone”.

 
Il tuo è un mondo di esotismi - Sudamerica, Parigi, Harlem… - ed è il pianeta Paolo Conte che tu ci hai regalato.

“Questa storia dell'esotismo è una forma di pudore, tipica anche degli scrittori del '900, e cioè che magari racconti una storia che può appartenere al quotidiano ma per un certo pudore l'ambienti in un altro teatro, uno più esotico, diverso, probabilmente più colorato, e quindi un pochino attenui questo senso di troppa attualità. Io sono sempre stato un po' nemico della scrittura sull'attualità, perché l'attualità ti sta passando davanti, in realtà non conta. Molti si attaccano all'attualità, l'attuale attualità la capiremo dopo”.

 
Potendo scegliere dove e quando avresti voluto vivere?

“Non saprei, certe volte ho avuto una predilezione per l’Ottocento, un secolo carico di effervescenza, poi praticando il pianoforte l'800 ti rincorre un pochino. Ma anche il nostro secolo, un secolo cattivo, con due guerre mondiali, un secolo equivoco, però è interessante: val la pena forse aver vissuto il '900”.

 
Qual è il mistero del jazz ?

“Secondo me è un mistero di stampo teatrale: nel jazz c'è molto teatro. Se tu guardi un musicista di colore, come si avvicina al microfono per fare l'assolo, i suoi passi avanti sono puro teatro, pura eloquenza”.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.