NEWS   |   Tech test / 09/04/2019

Sala Prove: AirPods 2 gli auricolari true wireless di Apple

Abbiamo testato la nuova versione delle cuffiette bianche senza fili: alcuni miglioramenti significativi e soprattutto "hey siri", per usare il telefono senza mani.

Sala Prove: AirPods 2 gli auricolari true wireless di Apple

VOTO: 4/5

PRO: La versione di un anno e mezzo fa, ma con alcuni miglioramenti significativi: connessione più veloce, assistente vocale sempre disponibile, batteria migliore e un suono più potente. Custodia con ricarica senza fili opzionale

CONTRO: prezzo non economico, difficili da usare senza device Apple.  

PROVATE ASCOLTANDO:  Glen Hansard  "This wild willing", Dave Matthews Band "Come tomorrow"

Inutile girarci attorno: la AirPods di Apple hanno cambiato una buona parte del mercato dell’hardware. Sicuramente hanno cambiato quasi completamente il settore cuffie/auricolari. Sono state le prime cuffie “true wireless” ad avere successo: come si diceva della settimana enigmistica, vantano innumerevoli tentativi di imitazioni. Il mercato delle cuffie bluetooth, fino al 2016, era già una realtà, ma nel settore degli auricolari c’erano proposte discutibili: poca autonomia, scomodità e suono scarso erano la norma. E gli auricolari non erano davvero senza fili.
Arrivate a fine 2016 e diffuse su larga scala nel 2017, le AirPods hanno sconvolto il settore. Per farla breve: un paio di idee geniali: la scatola che le ricarica, così che la batteria non sia più un problema; l’essere davvero senza fili; alcune caratteristiche di alto livello - la semplificazione dell’uso e del “pairing”, l’integrazione con l’ecosistema Apple; un suono decisamente buono per il segmento - hanno fatto il resto, oscurando i difetti: sono persino troppo piccole e bisogna stare attenti a non perderle, e non vanno benissimo per tutte le orecchie. 
Per farla lunga: qua trovate la nostra recensione scritta al tempo.
A distanza di poco più di due anni, è uscita la seconda versione, apparentemente identica con alcuni piccoli ma significativi cambiamenti: un processore più veloce per l’accoppiamento, la ricarica wireless (opzionale) e l’integrazione con “Hei siri”. Le abbiamo provate.

Come funzionano? (1) L’uso sui device
La scatolina bianca funziona come la versione precedente: la aprite, la avvicinate all’iPhone, vi propone una connessione, e immediatamente potete usarle, e le vedete disponibili su tutti i vostri device Apple (usa l’account iCloud per passare i dati a Mac, iPad etc). La prima differenza è quasi invisibile, ma si percepisce: hanno un nuovo chip, H1, che dimezza i tempi di associazione. Quando li passate da un device all’altro, sono molto più veloci. Continuano a non avere la multiconnessione (si collegano ad un device per volta), purtroppo. Ma se usate Mac, un piccolo trucco: un’app che si chiama ToothFairy (dal costo irrisorio di pochi euro) che crea un pulsante sulla barra del computer: basta toccarlo, senza aprile le impostazioni bluetooth, e le AirPods si collegano in un secondo. 

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Come funzionano? (2) La batteria
Una delle particolarità del nuovo chip dichiarate da Apple il minor consumo energetico, che si traduce nel 50% più di autonomia nelle telefonate.
Nella nostra prova questo miglioramento non è visibile, per un motivo molto semplice: per come sono fatte le Airpods, la batteria non è più un problema. Hanno circa 5-6 ore di autonomia fuori dalla scatola, e 24 complessive con le ricariche nella scatola: 15 minuti nella scatola forniscono 2-3 ore di autonomia. Vi troverete a ricaricarle una volta ogni 2-3 giorni. 
L’unica novità di design è il led che mostra lo stato: una volta era dentro, sotto il coperchio, ora è fuori. Esiste una versione con custodia con ricarica wireless, la stessa di tutti i modelli di telefonini: basta appoggiare la custodia su una base. Costa 50€ in più (229€ al posto di 179€) ed è disponibile separatamente a 79€ e compatibile con la prima generazione di AirPods.

Come funzionano? (3) I controlli ed "Hey siri"
Le AirPods non hanno tasti fisici per il controllo, e si controllano con un “tap”, che è modificabile dalle impostazioni. La nuova versione però ha una novità: l’integrazione con “Hey siri”: dite la parolina magica senza toccare nulla, e si attiva l’assistente vocale. Potete controllare il telefono e chiedere informazioni lasciandolo in tasca. Nella nostra prova, è una innovazione non da poco: con le AirPods funziona benissimo, anche dicendo “Hey siri” a voce relativamente bassa (quindi senza sembrare un pazzo che parla da solo…) ed è molto comodo in bici, in moto o in situazioni in cui le mani sono impegnate. Notevole.

Il suono
Recensendo la prima versione dicevamo che le AirPods erano un buon compromesso tra suono e portabilità. Suono discretamente bene, molto meglio della maggior parte degli auricolari bluetooth, pur essendo decisamente più portabili. Nel frattempo concorrenti dai nomi blasonati nel campo audio (Bose, Bang e Olufsen, Sennheiser per citarne alcuni) hanno introdotto modelli “true wireless” dal suono più robusto e preciso, spesso sacrificando qualcosa (es. l’estetica, o scatolette di ricarica decisamente più ingombranti) e con un prezzo maggiore. Ma le AirPods, per l’utente medio non audiofilo, rimangono l’equilibrio maggiore tra portabilità/comodità e qualità.
La nuova versione, nella nostra prova, sembra suonare leggermente meglio rispetto al primo modello. Non parliamo di una differenza enorme, ma qualcosa di percettibile ad un orecchio attento. E hanno un volume che arriva più in alto. Insomma: meglio anche in questo campo, seppur di poco.

Il verdetto - vale la pena?
Il prezzo della seconda versione delle AirPods rimane importante (179€-229€). “Hey siri” da solo, se usate molto l’assistente vocale, può essere la funzione che fa la differenza. Se avete già la prima versione, probabilmente non vale la pena aggiornare: le nuove caratteristiche sono rifiniture, che migliorano un prodotto già notevole al primo giro.  Le AirPods rimangono un oggetto quasi magico, un concentrato di tecnologia davvero unico: se avete prodotti Apple, funzionano alla perfezione e sono diventate una parte fondamentale dell’esperienza d’uso di questo ecosistema hardware/software.