NEWS   |   Italia / 24/01/2019

Fedez - la recensione di "Paranoia Airlines"

Fedez - la recensione di "Paranoia Airlines"

«Chiedimi se sono ferite, chiedimi se sono felice», canta Fedez nel nuovo album, il primo da solo da “Pop-hoolista” di cinque anni fa. “Paranoia airlines” non ha lo spirito leggero e goliardico dei duetti con J-Ax e nemmeno l’ambizione di raccontare l’Italia del disco del 2014. Espone dubbi, debolezze e zone d’ombra evocando l’emo trap americana. Peccato che resti in superficie e si cada nel “carinismo”, stato patologico del pop italiano.

La casa più grande e meno gente da invitare. Litigi, pianti e silenzi. Con la partner è una guerra di nervi, le promesse si infrangono, le paure si affogano nell’alcol. Cicatrici vere e amici falsi. La coscienza d’essere diventato quel che si è sempre odiato. Quello di “Paranoia airlines” è il Fedez più confuso e vulnerabile che possa capitare di sentire. Al posto di celebrare fama e ricchezza come fanno certi rapper che la fama e la ricchezza di Fedez la sognano, lui espone dubbi, debolezze, zone d’ombra.

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