Nata a tavolino tra i ranghi dell’edizione britannica del talent X Factor nel 2010, la boy band raccolta sotto il nome di One Direction, messa insieme dai giudici del programma, poco convinti della solidità da solisti dei suoi componenti, è infine tornata alle origini, con i cinque One Direction che hanno preso – dal 2015 Zayn Malik e dal 2016 anche tutti gli altri – la strada dei progetti in solitaria. Non ha aspettato molto, dopo l’addio, Harry Styles per fare il suo debutto discografico da solista, pubblicando l’anno successivo il suo esordio nel mercato del disco, “Harry Styles”, capitanato dai singoli “Sign of the Times”, “Two Ghosts” e “Kiwi”, e seguito dalla tournée sui palchi internazionali - Italia compresa - “Live on Tour”. Tra tutti i componenti della band teen pop Styles, nato a Redditch, a una ventina di km da Birmingham, il primo febbraio 1994, è stato capace di costruire un rapporto particolarmente stretto con i fan, complici la vicinanza del giovane artista al mondo LGBT e le accortezze più volte riservate al suo pubblico, come quando il (da oggi) ventiseienne cantante britannico fece recapitare pizza e cioccolata calda ai fan che si erano accampati fuori dal londinese Hammersmith Apollo il giorno prima della sua esibizione. Se siete tra coloro che hanno conosciuto Harry Styles quando già cantava la ballata “Sign of the Times” questa è l’occasione buona per percorrere a ritroso la sua evoluzione artistica, a partire dagli anni con gli One Direction, band per la quale è stato autore e cantante. E non dimenticatevi di fargli gli auguri.