“Umani, vento e piante” è il titolo del secondo album dei Campos, al secolo Simone Bettin (voce e chitarra), Davide Barbafiera (elettronica) e Tommaso Tanzini (basso). Nell’inverno dello scorso anno, dopo il rientro in Italia di Bettin, ormai ufficialmente ex cittadino berlinese, i Campos si prendono del tempo per la scrittura di nuovi brani, registrati poi al Woodworm Studio di Arezzo, tra gennaio e febbraio del 2018 e prodotti da Andrea Marmorini (precedentemente al lavoro con Fast Animals And Slow Kids e con tanti altri in casa Woodworm). A finire nel disco saranno undici e rappresentano quanto di meglio i Campos abbiano fin qui prodotto, un compendi di folk e cantautorato, tra Zen Circus e José Gonzàlez.
Il disco parla di persone, delle loro esperienze e delle situazioni che le circondano. Il linguaggio utilizzato è prevalentemente metaforico e l'osservatore si pone in modo distaccato rispetto alla situazione che viene descritta. Per raggiungere questo scopo spesso viene utilizzata la narrazione in seconda o terza persona. Un' altra caratteristica dei testi è non avere sempre specificato il genere (maschile, femminile) del soggetto.