Si intitola “Bianco sporco” l’atteso sesto lavoro di studio dei Marlene Kuntz, che arriva due anni di distanza dal precedente “Senza peso”.
Un disco con meno chitarre? Non proprio. Un disco con chitarre meno incazzate, questo sì, che spiazzerà i fan abituati a suoni più duri. “Non ci siamo posti il problema di essere meno incazzati”, commenta Cristiano. “Dal vivo le chitarre si sentiranno; però chi se ne frega che i Marlene siano un gruppo di chitarre... I Marlene devono fare buona musica. Credo che un principio sano sia fare musica che compreresti come ascoltatore”. “E poi la musica che ascoltiamo non è soltanto chitarristica, anzi”, aggiunge Luca Bergia (batterista).
Altro motivo di stupore è che, come già riportato da Rockol, i Marlene ora sono in tre, dopo la tormentata separazione dal bassista Dan Solo (vedi News). “Il lavoro del disco è iniziato a gennaio dello scorso anno”, ricorda Cristiano. “Verso febbraio/marzo abbiamo capito che Dan non avrebbe partecipato alle sessioni: non era più a suo a agio con noi, con i nostri metodi di lavoro di sempre. Siamo rimasti esterefatti, abbiamo cercato di capire se le cose si potevano sistemare, ma non era così. Nel frattempo il lavoro è andato avanti. Verso ottobre, con 9 pezzi degli 11 pronti, abbiamo contattato Gianni Maroccolo, che era la prima persona a cui potevamo pensare. Gianni ha aderito al progetto in maniera entusiastica”.
Maroccolo ha lavorato al disco a composizione già avvenuta. “Ma ci ha messo del suo…”, dice Cristiano. “E’ una persona vitale, recettiva, sveglia, attiva e sostanzialmente creativa. Pensavamo all’apporto di un grande bassista, e siamo stati sorpresi da quanto ci abbia dato in più di questo”.
Altro motivo di (piacevole) sorpresa è lo stile interpretativo di Cristiano, che si è evoluto anch’esso, come la musica, verso una direzione più “lirica”: “Me lo fate notare tutti”, sorride il cantante. “E’ frutto anche questo della fase di composizione solitaria, del mio armeggiare con le macchine analogiche per trovare nuove forme espressive”. “E’ anche merito di Giorgio Canali”, sottolinea Riccardo, “che ha registrato le voci. E’ la prima volta che qualcuno che è anche un cantante si occupa di questo aspetto, e forse ha aiutato Cristiano a dare più enfasi all'interpretazione che non in passato”.
Oltre a quelle di Canali e Maroccolo, il disco vede le collaborazioni di Rob Ellis (arrangiamenti di archi e tastiere), mentre il missaggio è di Victor Van Vugt (già al lavoro con Nick Cave, Beth Orton e PJ Harvey). La produzione artistica, per la prima volta, è totalmente a carico degli stessi Marlene. Il gruppo sarà in tour a partire dal prossimo 15 aprile, con Gianni Maroccolo al basso. Domani, 11 marzo, la band sarà alla Feltrinelli di Milano alle 18.30 ad incontrare il pubblico. Per l'occasione sarà presente anche Chiara Ferrari, autrice della biografia ufficiale del gruppo, "Visione distorta", che uscirà ad aprile per Giunti.
Un disco che non mancherà di stupire, per diversi motivi. Innanzittutto perché è un lavoro che sottolinea e porta avanti il lato più lirico del gruppo, con aspetti per certi versi quasi cantautorali. “Molte cose del disco arrivano da una mia fase di scrittura solitaria”, racconta Cristiano Godano, voce del gruppo cuneese. “Poi credo che ciascuno di noi sia legato a quel mondo. Forse meno a quello italiano, anche se, nella mia mente, qualche eco di De André c’è in questo periodo. Ma alludo a Leonard Cohen, a Mariane Faithfull, e ai Lambchop”.
Un disco con meno chitarre? Non proprio. Un disco con chitarre meno incazzate, questo sì, che spiazzerà i fan abituati a suoni più duri. “Non ci siamo posti il problema di essere meno incazzati”, commenta Cristiano. “Dal vivo le chitarre si sentiranno; però chi se ne frega che i Marlene siano un gruppo di chitarre... I Marlene devono fare buona musica. Credo che un principio sano sia fare musica che compreresti come ascoltatore”. “E poi la musica che ascoltiamo non è soltanto chitarristica, anzi”, aggiunge Luca Bergia (batterista).
Altro motivo di stupore è che, come già riportato da Rockol, i Marlene ora sono in tre, dopo la tormentata separazione dal bassista Dan Solo (vedi News). “Il lavoro del disco è iniziato a gennaio dello scorso anno”, ricorda Cristiano. “Verso febbraio/marzo abbiamo capito che Dan non avrebbe partecipato alle sessioni: non era più a suo a agio con noi, con i nostri metodi di lavoro di sempre. Siamo rimasti esterefatti, abbiamo cercato di capire se le cose si potevano sistemare, ma non era così. Nel frattempo il lavoro è andato avanti. Verso ottobre, con 9 pezzi degli 11 pronti, abbiamo contattato Gianni Maroccolo, che era la prima persona a cui potevamo pensare. Gianni ha aderito al progetto in maniera entusiastica”.
Maroccolo ha lavorato al disco a composizione già avvenuta. “Ma ci ha messo del suo…”, dice Cristiano. “E’ una persona vitale, recettiva, sveglia, attiva e sostanzialmente creativa. Pensavamo all’apporto di un grande bassista, e siamo stati sorpresi da quanto ci abbia dato in più di questo”.
Altro motivo di (piacevole) sorpresa è lo stile interpretativo di Cristiano, che si è evoluto anch’esso, come la musica, verso una direzione più “lirica”: “Me lo fate notare tutti”, sorride il cantante. “E’ frutto anche questo della fase di composizione solitaria, del mio armeggiare con le macchine analogiche per trovare nuove forme espressive”. “E’ anche merito di Giorgio Canali”, sottolinea Riccardo, “che ha registrato le voci. E’ la prima volta che qualcuno che è anche un cantante si occupa di questo aspetto, e forse ha aiutato Cristiano a dare più enfasi all'interpretazione che non in passato”.
Oltre a quelle di Canali e Maroccolo, il disco vede le collaborazioni di Rob Ellis (arrangiamenti di archi e tastiere), mentre il missaggio è di Victor Van Vugt (già al lavoro con Nick Cave, Beth Orton e PJ Harvey). La produzione artistica, per la prima volta, è totalmente a carico degli stessi Marlene. Il gruppo sarà in tour a partire dal prossimo 15 aprile, con Gianni Maroccolo al basso. Domani, 11 marzo, la band sarà alla Feltrinelli di Milano alle 18.30 ad incontrare il pubblico. Per l'occasione sarà presente anche Chiara Ferrari, autrice della biografia ufficiale del gruppo, "Visione distorta", che uscirà ad aprile per Giunti.
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale