Doppia sorpresa al vertice delle nuove classifiche britanniche. Il numero uno dei singoli viene conquistato da "Dakota" degli Stereophonics, i quali, sebbene in passato avessero avuto eccellenti piazzamenti per i loro album, con i singoli non erano mai riusciti a giungere fino al trono. Ed il numero uno degli album se lo aggiudica l'omonimo dei G4, quattro bei giovanotti (o meglio: due belli, gli altri due mica tanto) che spaziano in stile pop-opera da "My way" al "Nessun dorma". "Dakota" dei gallesi fa arretrare sulla piazza d'onore "Over and over" di Nelly con Tom McGraw, mentre l'ennesima riedizione di Elvis Presley, che questa settimana è "Rock-a-hula baby", si prende la terza posizione. Il singolo del King, con "Can't help falling in love" sul lato B, fu un numero uno nel febbraio 1962. Entra al 4 "Star to fall" dei Cabin Crew, un disco basato sul "giro" di "Waiting for a star to fall" dei Boy Meets Girl (George Merrill e Shannon Rubican), una Top 10 UK di inizio 1989. Al 5 c'è "Get right" di Jennifer Lopez. "Do somethin'", il nuovo di Britney Spears, si manifesta al 6; per Brit si tratta del diciassettesimo singolo nelle prime dieci posizioni del Regno Unito. Plana al 7 "An honest mistake" dei Bravery di New York, per qualche motivo paragonati ai Cure ed ai New Order. Scende all'8 "Locked up" di Akon, cala al 9 "Hush" di LL Cool J, chiude "Wake me up" delle Girls Aloud. Lontani dal Gotha altri due arrivi: "Lift me up" di Moby, che debutta al 18, ed "Electron blue" dei R.E.M., che esordisce al 26.
Per quanto riguarda gli album, dopo il primo posto dei G4, ecco riaffacciarsi un gruppo piuttosto simile, Il Divo, con il loro omonimo CD che alcune settimane fa aveva agguantato il trono. Sale velocemente dal 10 al 3, ed anche questa è una sorpresa, la raccolta "Definitive collection" di Tony Christie. Il cantante, nato a Conisborough e cresciuto nell'area di Sheffield, è essenzialmente noto per "Amarillo", un suo hit del 1971. "Gold-Greatest hits" dei Carpenters rimbalza dal 17 al 4. Scendono insieme, avvinghiati in un balletto sia nella buona sia nella cattiva sorte, Scissor Sisters e Keane: gli statunitensi sono quinti con l'omonimo, i britannici sesti con "Hopes and fears". La settimana delle sorprese vede la ciliegina sulla torta al numero 7, dove entra, proveniente dal numero 25, "The ultimate" di Matt Monro. Vero nome Terence Parsons, nato a Londra il 1° dicembre 1932, Monro morì nel febbraio '85. I suoi fan evidentemente non l'hanno dimenticato. Così così, almeno per ora, "Rebirth" di Jennifer Lopez: il CD di J.Lo infatti debutta sull'ottavo gradino. La nona tacca è di "It's time" di Michael Bublé, completa "Love songs" di Phil Collins. Da notare il dodicesimo posto ottenuto da "The Italian" di Patrizio Buanne, cantante d'origine campana che si rifà a Dean Martin e Paul Anka. Sprofonda dall'1 al 14 "Some cities" dei Doves, "Angel of retribution" dei Judas Priest entra ad un terrificante numero 39.
Per quanto riguarda gli album, dopo il primo posto dei G4, ecco riaffacciarsi un gruppo piuttosto simile, Il Divo, con il loro omonimo CD che alcune settimane fa aveva agguantato il trono. Sale velocemente dal 10 al 3, ed anche questa è una sorpresa, la raccolta "Definitive collection" di Tony Christie. Il cantante, nato a Conisborough e cresciuto nell'area di Sheffield, è essenzialmente noto per "Amarillo", un suo hit del 1971. "Gold-Greatest hits" dei Carpenters rimbalza dal 17 al 4. Scendono insieme, avvinghiati in un balletto sia nella buona sia nella cattiva sorte, Scissor Sisters e Keane: gli statunitensi sono quinti con l'omonimo, i britannici sesti con "Hopes and fears". La settimana delle sorprese vede la ciliegina sulla torta al numero 7, dove entra, proveniente dal numero 25, "The ultimate" di Matt Monro. Vero nome Terence Parsons, nato a Londra il 1° dicembre 1932, Monro morì nel febbraio '85. I suoi fan evidentemente non l'hanno dimenticato. Così così, almeno per ora, "Rebirth" di Jennifer Lopez: il CD di J.Lo infatti debutta sull'ottavo gradino. La nona tacca è di "It's time" di Michael Bublé, completa "Love songs" di Phil Collins. Da notare il dodicesimo posto ottenuto da "The Italian" di Patrizio Buanne, cantante d'origine campana che si rifà a Dean Martin e Paul Anka. Sprofonda dall'1 al 14 "Some cities" dei Doves, "Angel of retribution" dei Judas Priest entra ad un terrificante numero 39.
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