NEWS   |   Prog / 23/11/2018

Post rock e progressive per i Long Distance Calling (1 / 4)

Post rock e progressive per i Long Distance Calling

Il gruppo tedesco, nato nel 2006 a Münster, con BOUNDLESS (2018), secondo album per la Inside Out Music, torna alle atmosfere strumentali delle origini. Rispetto al lavoro precedente, TRIPS, il più cantato tra i sei pubblicati, la differenza è notevole, pur rispettando il loro marchio di fabbrica, composto da forza espressiva e voglia di emozioni intense.

I colori, anche quando il ritmo si alza, sono piuttosto oscuri ma senza diventare dark. I Long Distance Calling sono ormai tra le realtà post rock più apprezzate a livello internazionale, grazie anche a un suono ormai maturo e coinvolgente. I post-rocker teutonici possono fare a meno del notevole aiuto che dona la voce nell’attrarre l’ascoltatore tipo; ormai sono esperti nella costruzione della trama sonora, nella ricerca del tono e dell'atmosfera, capaci di evitare gli stereotipi post-metal nell’alternanza delle dinamiche forte/piano.

Nel corso del tour europeo, ancora in corso, i LDC hanno suonato a Milano per l’unica data italiana.

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