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NEWS   |   Italia / 12/11/2018

Emma, la riedizione di 'Essere qui' e l'incontro con Vasco: 'Delle etichette non mi è mai fregato niente' - INTERVISTA

Emma, la riedizione di 'Essere qui' e l'incontro con Vasco: 'Delle etichette non mi è mai fregato niente' - INTERVISTA

"Sto già pensando a cosa fare con il prossimo disco. E non è detto che non lo abbia già fatto", aveva detto Emma lo scorso maggio, alla fine dell'incontro con i giornalisti dopo la prima data del suo ultimo tour nei palasport, quello legato all'album "Essere qui", lasciando intendere di avere un altro album praticamente già pronto per essere pubblicato. Nelle ultime settimane, però, i piani della cantante salentina sono cambiati: il 16 novembre uscirà un repackaging di "Essere qui", una "boom edition" con quattro nuove canzoni e un magazine (disponibile però solo nella versione deluxe): "Il progetto, in realtà, doveva essere così già dall'inizio: un disco e il primo numero della rivista. Poi si era pensato pure di fare un disco splittato in due parti. Solo che adesso dischi con venti brani non funzionano: anzi, fosse per molti si lavorerebbe solo di singoli. Fai un singolo che deve andare bene e poi sticazzi", spiega lei seduta ad un tavolino in un bar a Trastevere, al centro di Roma.

La riedizione di "Essere qui" è stata anticipata dal singolo "Mondiale", scritto da Colapesce insieme a Matteo Mobrici dei Canova e a Federico Nardelli (già collaboratore, tra gli altri, di Gazzelle). Tre nomi di punta della nuova scena cantautorale italiana, quella del giro itpop per intenderci: "Penso che le nuove ondate facciano bene. Mi fa piacere che se ne parli tanto, perché vuol dire che la musica si sta evolvendo. Mi rode il culo, però, quando si parla benissimo di queste ondate e di quello che c'è stato prima con un'accezione negativa", riflette. "Non trovo corretto che gli artisti che c'erano prima e che lavorano da così tanti anni debbano adeguarsi all'ondata per fare gli stessi numeri. Sono mondi diversi, che possono coesistere. Fortunatamente la gente può scegliere: se nell'ultimo periodo preferisce quel tipo di musica, ben venga. Stanno comunque alimentando un mercato musicale che fino a due anni fa stava crollando". Lo stesso Colapesce - che raramente frequenta territori "pop" - è autore di un altro dei quattro inediti contenuti nel repackaging, "Nucleare", firmato insieme a Luca Serpenti e Emilio Lanza: "In realtà io ho sempre lavorato con autori non proprio dediti al pop. Sono stati gli altri a definirmi un'artista pop, quindi lontana da determinati mondi. Vado in giro per i club, ho un rapporto con queste persone e nel tempo queste collaborazioni si fanno sempre più vive, mentre fino a qualche anno fa, per gli altri, erano l'anticristo. Noi che siamo un po' più grandicelli lavoriamo alla vecchia: ci annusiamo, ci conosciamo, beviamo un bicchiere di vino, chiacchieriamo. E poi vengono fuori le canzoni. Con Colapesce è successo così e continuerà a succedere così, perché ci siamo presi benissimo", racconta Emma a proposito della collaborazione con il cantautore siciliano.

Oltre ad aver messo il suo zampino in un'altra delle quattro nuove canzoni, "Incredibile voglia di niente" (firmata da Diego Mancino e Dario Faini), Emma ha anche scritto da sola "Inutile canzone": "È l'unico brano nuovo, nel senso che gli altri c'erano già, mentre questo è venuto fuori qualche giorno fa, prima che rientrassimo in studio per ritoccare le altre canzoni". Non è la prima volta che la cantante si cimenta con la scrittura e non esclude, in futuro, di incidere un disco totalmente da cantautrice: "Da 'Adesso' in poi ho iniziato ad elevare un po' la scrittura. Perché a 34 anni ho bisogno di dire cose diverse, altrimenti sarei finta e venderei fuffa al mio pubblico. E soffrirei nel cantare cose che non sento mie. Ma la crescita non si deve basare su quanti pezzi firmati dallo stesso artista ci sono in un disco. Uno può fare un disco tutto scritto da lui, ma se poi il disco fa cagare di crescita non se ne vede nemmeno un grammo", riflette lei, "ho tantissimi brani scritti da me che ho deciso di non includere nei miei dischi perché magari non sono pronti o ci voglio lavorare ancora di più. Il fatto che io scriva delle canzoni... Non voglio che questo mi escluda la possibilità di continuare a collaborare, che è una cosa che a me piace tantissimo. Poi se mi chiamano cantante, rocker, cantautrice... A me delle etichette non me ne è mai fregato niente. Le trovo limitanti. Il fatto che io scriva delle canzoni, non significa che io voglia lavorare a tutti i costi da cantautrice. Ma sento di esserlo, cantautrice".

A completare la riedizione di "Essere qui" c'è la rivista che dà il titolo all'intero repackaging, "Boom", disponibile però solo nella versione deluxe: "È il mio giornale. Continuerà ad uscire slegato dai dischi, voglio dare una continuità", promette Emma. Questo primo numero è firmato tutto dalla cantante, che nelle 72 pagine che compongono il magazine mette in ordine pensieri sparsi e riflessioni, ma i prossimi numeri saranno diversi: "Per il prossimo tour sceglierò alcuni fotografi e giovani scrittori che amano la musica e che magari hanno voglia di recensire il disco o il concerto. Li inviterò a seguire qualche data del tour, un po' come il film 'Almost famous'. Mi piacerebbe coinvolgere anche colleghi, artisti, creare qualcosa che rimanga".

"Sono contenta del lavoro che sto facendo su me stessa e sulla mia musica", dice Emma. Recentemente ha ricevuto attestati di stima anche da giganti del calibro di Francesco De Gregori e Vasco Rossi, come racconta con un sorriso fiero: "Vasco lo aspettavo da tanto. Nel 2011 aprii il suo concerto a San Siro: mi proposero di andare a salutarlo in camerino, ma rifiutai. Ero troppo giovane e anche troppo emotiva, si sarebbe fatto un'impressione sbagliata di me. Invece quest'estate sono andata a salutarlo, all'Olimpico: sono contento che abbia visto la persona che sono oggi, quella che secondo me era più giusto che conoscesse. Diciamo che non si è sprecato con i complimenti: 'Sei una figa, perché si vede che non te ne frega niente degli altri'. E quando te lo dice uno come Vasco, che sono quarant'anni che è Vasco, che non si sposta di una virgola mentre gli altri cercano di fare Vasco... Io è lì che voglio arrivare".

Dopo la serie di concerti della scorsa primavera, a febbraio Emma sarà nuovamente impegnata nei palasport per una decina di date: "Ci saranno dei cambiamenti. La scaletta sarà un po' più cicciotta, lo spettacolo più lungo", anticipa. E sempre a proposito dei concerti, rivela: "Sto pensando di andare in Europa a fare cover in giro per i locali. È un pensiero che sto maturando ultimamente. Ho voglia di libertà. Non mi dispiacerebbe fare un passo indietro così estremo come tornare nei locali con una cover band, proprio come facevo da ragazzina. Però all'estero, dove nessuno sa chi sono. Voglio vedere cosa ne esce fuori, se è tutto un viaggio che mi sono fatta io in questi dieci anni in Italia o se effettivamente avere una cazzo di voce e un cazzo di talento conta ancora qualcosa".

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