“Siamo quelli del k…”, si presentano i quattro ragazzi freschi di eliminazione. Con loro si comincia subito a parlare di uno dei temi del giorno, l’esilio dei “giovani” alla periferia del palinsesto. “Si parlava di dargli visibilità, ai giovani, e noi siamo usciti sul palco a mezzanotte. Ma Paolo Bonolis è una bella persona e questo è il nostro unico appunto su questo Festival”. Poi esce qualche altro particolare su quanto accaduto ieri sera: “Ci siamo ritrovati in una situazione imbarazzante. C’era gente che guardava i fogli delle classifiche con perplessità, come avrete notato anche Bonolis non sapeva più cosa dire. Dietro le quinte c’era una incredibile tensione, a un certo punto ci siamo ritrovati in tre sul palco. Sinceramente non abbiamo capito bene che cosa sia successo”. Interviene il produttore: “Nessuna polemica. Forse però chi vota ha gusti distanti da quelli del pubblico radiofonico e dei consumatori”. Aggiungono Daniel Longo e compagni: “Che siano usciti Boccadoro o i Negramaro, che per noi avevano il pezzo più bello del Festival, è stata una sorpresa. Forse ieri si è cercato di creare un caso, in fondo nessuno ancora ha provato a buttarsi dalla balconata quest’anno”. Altre canzoni preferite? “Quella di Marina Rei e quella di Califano, che ha un bellissimo testo”. Non ha funzionato il fattore K? “No, non è quello. E il c… serve soprattutto fuori da Sanremo. Brano provocatorio? Non era neppure nato per il Festival…”
“Siamo insieme da due anni”, spiegano i quattro. “Abbiamo fatto l’Accademia di Sanremo, ci siamo piazzati bene anche a Sanremo Rock e anche questo festival ci ha dato tanto malgrado l’esclusione. Abbiamo un disco autoprodotto in circolazione dall’estate scorsa. Sono brani che ci rappresentano e che sicuramente recupereremo per il prossimo album”.
Schede:
Tags:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale