Sedici anni senza Joe Strummer. Il tempo vola, ma fortunatamente la sua musica non ha mai smesso di confortarci, farci compagnia e darci un po' di scossa. E per ricordare degnamente questo artista, esce un cofanetto ricco di inediti e rarità della sua vita musicale esterna ai Clash:
Sciudlaisteiorsciuldaigò, rockdecasba, londoncallin… difficile che qualcuno – anche i meno interessati alla musica – non conosca e non abbia mai canticchiato uno di questi ritornelli. Epocali finché si vuole, ma anche (non per colpa degli autori, né per difetto artistico) divenuti ormai carne da cannone… un po’ come “The passenger” di Iggy e “Po po po po po poooo pooo” (ops, scusate: “Seven Nation Army”) dei White Stripes. Ma sappiamo tutti che la grandezza dei Clash risiedeva (anche) altrove: e in buona misura la si doveva al signor John Graham Mellor. Cioè Joe Strummer. Che ha dimostrato, con una carriera solista post-Clash lunga e prolifica, la propria natura di artista, autore, cantore e musicista appassionato.