NEWS   |   Recensioni concerti / 13/07/2018

Gorillaz, la recensione del concerto a Lucca (con i De La Soul). SCALETTA e VIDEO

Gorillaz, la recensione del concerto a Lucca (con i De La Soul). SCALETTA e VIDEO

La prima data italiana dei Gorillaz, la più importante band nata insieme a un fumetto, non poteva non essere nella città che con il suo Lucca Comics è diventata di fatto la capitale italiana di quel mondo. E di questo Jamie Hewlett, il cuore grafico del progetto, non può non averne tenuto conto.
Diciamo subito però che in questo tour l'anima fumettistica del progetto passa un po' in secondo piano, privilegiando decisamente l'aspetto musicale, che è davvero folgorante,  più di qualsiasi aspettativa, anche da parte di chi ha sempre apprezzato le uscite discografiche dei Gorillaz.
Sul palco la band è numerosa e di sostanza: due batterie, due tastiere, una chitarra, un basso e sei brillantissimi coristi. Ma soprattutto c'è Damon Albarn che canta, si alterna alla tastiera, alla chitarra, e alla clavietta, e che si sente completamente a suo agio in questa lunga cavalcata tra i generi, come se gli eclettici Gorillaz fossero davvero il suo progetto principale, mentre i Blur un'avventura marginale brit-pop.
Albarn, completamente griffato Stone Island, è in forma strepitosa, canta benissimo, sia le parti melodiche sia quella in cui interpreta il personaggio di 2 D in cui utilizza il microfono che filtra la voce; fa pochi interventi tra una canzone e l'altra, ma sempre molto divertenti, come quando racconta della terribile giornata trascorsa ieri in concerto in Svizzera, mentre l'Inghilterra perdeva contro la Croazia “Cosa volete che ne sappiano gli svizzeri. Voi italiani, invece purtroppo mi capite...”.

LA FOTOGALLERY DEI GORILLAZ A LUCCA

La scaletta è ricchissima e pesca in pieno nei cinque dischi della band e in particolare  nell'ultimo “The now now” (ben 7 canzoni), uscito poche settimane fa, che si presta particolarmente bene nella dimensione live e il pubblico conosce già a memoria.
L'eclettismo è alla base del concerto, che si è tenuto in una Piazza Napoleone sold out.  Si va dalle influenze punk rock (l'iniziale “M1 A1”) all'electro new wave (la softcelliana “Tranz”, “Lake Zurich”), dal soul funk (“Soncererz” e “Humility”, anche se qui si sente la mancanza della chitarrina che in studio era suonata da George Benson) alla house (“Andromeda”).
Ma soprattutto ci sono gli ospiti. Gorillaz si è sempre presentato come un progetto aperto, pieno di eccellenti collaborazioni e featuring, e le poche date europee di questo tour non sono da meno: all'inizio di “Superfast Jellyfish” compaiono sul palco Pos e Dave, l'alto e il ciccio dei De La Soul, e il pubblico di tutte le età che ha riempito la venue del Lucca Summer Festival esplode. I De La Soul rientreranno anche per la hit “Feel Good” scatenando un tripudio: ecco il video.

E' proprio la commistione tra canzone pura, soul-house e rap la chiave del successo dei Gorillaz: sul palco si alternano Bootie Brown dei The Parachyde dal rap coinvolgente (in “Stylo” e “Dirty Harry”), il talentuosissimo Peven Everett, nome importante della scena garage Uk e che qui sfodera una voce potentissima trasformando “Strobelite” in un soul funk di Philadelphia. A un certo punto arriva anche Jamie Principle - storico vocalist della scena house di Chicago, sua la mirabile “Your love” - per coadiuvarlo in “Hollywood”. Si capisce che Albarn mentre stava con i Blur ascoltava tanta house.
Tuttavia Albarn sa benissimo che certe voci di rapper non possono essere sostituitie, e quindi ecco Snoop Dogg e Del tha Funkee Homosapien che compaiono virtualmente nel video clip rispettivamente di “Hollywood” e della hit “Clint Eastwood” che chiude il concerto.
Non mancano però i momenti più di contenuto (“Plastic Beach” con il suo tono apocalittico è stato un disco importante per la causa ambientalista) con “Every Planet we reach is dead” con dietro sul megaschermo i disegni di Hewlett in stile Mad Max, e neppure la dimensione più intimista di Albarn: “Souk Eye”, la canzone che chiude l'ultimo disco, è da brividi, sia per l'interpretazione vocale sia per la lunga coda strumentale in crescendo.  

Una menzione speciale, fra i membri della band - solidissima, senza fronzoli e tecnicismi (nemmeno un assolo, per dire) - va al bassista Seye Adelekan, vero funambolo che più volte si lancia dal  palco, e al potente coro di 6 elementi che trasformano alcune canzoni in autentiche suite gospel e, in certe armonizzazioni, permettono di soddisfare l'altro amore di Albarn per la musica africana del Mali.
Insomma, un vero concerto di “pop contemporaneo a 360 gradi” che sarà difficile dimenticare.  

“E' incredibile, siete un pubblico fantastico. Non facciamo passare altri vent'anni però” conclude Damon. Con un concerto così, potete venire tutte le volte che volete!

(Michele Boroni)

SETLIST

M1A1
Tranz
Last Living Souls
Rhinestone Eyes
Tomorrow Comes Today
Every Planet We Reach Is Dead
Humility
Superfast Jellyfish (con Pos & Dave dei De La Soul)
On Melancholy Hill
El Mañana
Soncererz
Strobelite (con Peven Everett)
Andromeda
Hollywood (con  Jamie Principle)
Stylo (con  Peven Everett) e Bootie Brown)
Magic City
Dirty Harry(con  Bootie Brown)
Feel Good Inc. (con Pos & Dave dei De La Soul)
Souk Eye

Lake Zurich
Saturnz Barz
Kids With Guns (con Michelle Ndegwa)
Clint Eastwood

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