Luchè - la recensione di "Potere"

Luchè - la recensione di "Potere"

Non serve per forza il dialetto per parlare di Napoli, come dimostra la quarta prova di studio del rapper partenopeo Luchè.

C’è un solo brano, infatti, in dialetto nel disco ed è il singolo “Je ce credevo”. Per il resto, Luchè per questa sua ultima fatica predilige l’italiano, tinto da un accento che non nasconde le sue origini – “faccio l’ammore in una villa sul mare” – e non disdegna suoni lontani dal rap come la chitarra acustica di “Torna da me”.

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