L'addio a Richard Swift, che suonò con Wilco e Black Keys: le cause della morte

E’ morto il 3 luglio scorso, a Tacoma, nello stato di Washington, Richard Swift, produttore, multistrumentista e cantautore. Aveva 41 anni, essendo nato il 16 marzo del 1977. Swift era ricoverato da un mese per una non meglio precisata malattia potenzialmente mortale, e aveva avviato una raccolta fondi per poter sostenere le spese mediche.
Secondo i familiari, Swift era alcolizzato, ed è stata questa in sostanza la causa della sua morte:


"Con il sostegno della famiglia e degli amici e con il supporto dell’associazione MusiCares, Richard era stato più volte ricoverato in centri di disintossicazione, negli ultimi due anni, ma il suo corpo non ha retto. Gli erano state diagnosticate un’epatite e un malfunzionamento della milza, che si sono rivelate alla fine letali”.


Richard Swift si era fatto un nome nel mondo della musica lavorando agli studi Green Room di Huntington Beach, dove - nelle ore libere - aveva realizzato due album da solista autoptodotti, “Walking without effort” e “The novelist”, poi ripubblicati nel 2005 come “The Richard Swift Collection Vol. 1”. Ma è stato il terzo disco, “Dressed Up for the Letdown”, che ha attirato su Wright l’attenzione di Jeff Tweedy dei Wilco, che lo invitò ad andare in tour con la sua band e a lavorare per la sua etichetta, la Secret Canadian, per la quale Wright ha anche prodotto alcuni artisti (The Mynabirds, Damien Jurado e Laetitia Sadier).
In seguito Swift aprì uno studio di registrazione di sua proprietà, il National Freedom, a Cottage Grove, nell’Oregon, lavorando fra gli altri con Foxygen, Sharon Van Etten, Guster, Pure Bathing Culture. Da session man Swift ha suonato con gli Shins, i Black Keys e gli Arcs.

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