Amici 2018: l'autotune, le storie strappalacrime, i concorrenti che fanno i bulletti. Il commento del terzo serale

Amici 2018: l'autotune, le storie strappalacrime, i concorrenti che fanno i bulletti. Il commento del terzo serale

Il momento più interessante (e per certi versi anche divertente) del terzo serale di Amici 2018 è quando professori e giudici discutono sulla scelta di un concorrente, il (t)rapper Biondo, di usare l'autotune durante le sue esibizioni. "Si usa molto nelle produzioni r&b, hip hop, trap", spiega lui. La scelta, però, divide il parterre di prof e giudici: c'è chi difende Biondo (come Simona Ventura) e chi no (Ermal Meta: "L'autotune si usa anche in studio. Usarlo dal vivo, però, soprattutto in una gara, è come doping"). Dopo un po' Biondo comincia giustamente a sbuffare. "Giustamente", sì, perché l'autotune è ormai così diffuso che viene utilizzato spessissimo anche nelle esibizioni dal vivo, soprattutto da parte dei rapper e dei trapper: "Lo sto mettendo per far capire il sound, è una cosa nuova", taglia corto Biondo, un po' imbarazzato. Chissà in quei dieci minuti cosa avranno pensato le nonne e le zie, che sicuramente non avevano mai sentito parlare di autotune. Ma il meglio - o il peggio - lo da alla fine della puntata Heather Parisi. Quando Biondo, finito a rischio eliminazione, canta la sua "Dejavu" usando l'autotune, la showgirl dice: "Autotune is for pussies. Sei in una gara di canto e stai barando, stai ammettendo di non saper cantare usando una macchinetta che ti rende intonato. Canta senza autotune, per rispetto degli altri cantanti". Ma davvero, nel 2018?

Autotune a parte, il terzo appuntamento con il serale di Amici 2018 (leggi qui cosa è successo, chi ha vinto e chi è stato eliminato) si è mantenuto vicino alle due precedenti puntate, a livello di spirito: qualche polemica, qualche momento "C'è posta per te" (con un paio di storie strappalacrime e collegamenti con i parenti dei concorrenti) e poi la gara. Che comincia alle 21.30, circa mezz'ora dopo l'inizio del programma: l'apertura, infatti, è interamente dedicata all'infortuno di Valentina, la ballerina della squadra bianca che la scorsa settimana si è fatta male durante un'esibizione. La conduttrice si collega in diretta con il medico al quale la produzione di "Amici" si è rivolta negli ultimi giorni, che svela i risultati della risonanza magnetica e fa sapere che la ballerina può restare in gara.

Man mano che il programma va avanti si ha modo di conoscere meglio i cantanti in gara quest'anno.
Il cantautore Zic è il concorrente più polemico: viene mandato a rischio eliminazione al termine della prima prova, ma uno dei professori, Carlo Di Francesco, decide di dargli un'opportunità. Vuole riascoltarlo e provare a riammetterlo in gara: gli chiede di cantare "Margherita" di Riccardo Cocciante, lui rifiuta. "Perché mi fa cantare questo pezzo? Io ho bisogno di cantare miei pezzi", dice. Alla fine accetta di cantarla, ma la canta scazzatissimo, con un atteggiamento davvero sbagliato. Il professore glielo fa notare. E lui: "Posso controbattere?". Alla fine il professore se ne lava le mani e lo riammette in gara. Emma, Matteo, Einar e Carmen hanno belle voci, ma forse un po' troppo tradizionali, e le interpretazioni che propongono sono fin troppo pulite e precise.
Irama è bello e pronto per essere rilanciato sul mercato, mentre Biondo è forse il più interessante dal punto di vista discografico: propone quel cantautorap che ora va tanto di moda tra i giovani (Coez, Carl Brave x Franco126), condito da un pizzico di trap, e il suo progetto potrebbe funzionare fuori dalla scuola di "Amici". Con buona pace di quelli a cui non piace l'autotune.

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