Jonathan Wilson, un californiano in giro per l'Italia: live e acustico #NOFILTER

Jonathan Wilson, un californiano in giro per l'Italia: live e acustico #NOFILTER

"My week beats your year", scrisse Lou Reed nelle famose note di copertina di "Metal machine music". Beh, anche la settimana italiana di Jonathan Wilson non scherza. Il chitarrista e cantante è arrivato domenica 15 e si fermerà fino al 25 aprile - sono dieci giorni, in realtà, in cui terrà 8 concerti. 6 come chitarrista e seconda voce di Roger Waters: ieri e martedì 17 si è esibito a Milano, facendo le veci di David Gilmour nell'"Us+Them tour", cantando  pezzi del repertorio dei Pink Floyd come "Breathe" e "Money", e facendo da spalla all'ex bassista nel suo show. Sarà presente anche nelle date del 21, 22,  24, e 25 a Bologna.
In mezzo, "day off"? Neanche a pensarci.  Stasera,  19 aprile, si esibirà come solista al Quirinetta di Roma, e domani sarà sarà al Bronson di Madonna dell’Albero (Ra) accompagnato da un quartetto d'archi. La giornata di lunedì 17 l'ha passata in giro per milano a fare miniconcerti per radio e stampa.

E anche per Rockol: lo abbiamo incontrato  sui Navigli. Prima una lunga chiacchierata in diretta su Radio Raheem, la radio on line di via Corsico (la trovate qua su Facebook), progetto del suo ex discografico italiano Marco Aimo. Poi un mini set acustico in esclusiva, tra le bottiglie di vino e i salumi del Taglio, in Via Vigevano. E' un mondo piccolo: Raffale, proprietario del locale, ha lavorato per anni nella musica e lo accoglie nel locale spiegandogli che sta preparando il catering per Roger Waters, che ha fatto richiedere prodotti italiani per il backstage.
Jonathan si siede nella saletta, e tra una storia instagram e l'altra (sta documentando tutto il viaggio in questo formato), imbraccia la sua Gibson acustica e attacca "There's a light", il nuovo singolo da "“Rare birds”, il suo disco solista pubblicato poche settimane fa.

La sua settimana sarà pure intensa, ma Jonathan Wilson è l'opposto di Lou Reed, simbolo di New York e del suo stile di vita. E' nato in North Carolina, ma è l'incarnazione del mood californiano, di persona e musicalmente. "Laid back", tranquillo e rilassato. Roger Waters lo chiama "Mister peace & love, l'hippie della nostra band". Da produttore ha rivitalizzato il suono del Laurel Canyon, lavorando ai dischi di Father John Misty, Karen Elson, dell'amico Conor Oberst, co-proprietario dei suoi leggendari studi losangelini. 
5 anni fa lo avevamo incontrato prima del un concerto di Tom Petty: Wilson suonava come spalla nella sua unica data italiana, a Lucca. Gli chiedemmo una cover, e lui in 5 minuti preparò "La isla bonita" di Madonna. Anche questa volta gli chiediamo se ha voglia di suonare un brano altrui; ci pensa un attimo, accorda la chitarra e attacca "Just for love", un pezzo dei Quicksilver Messenger Service, leggendaria band californiana che più californiana non si può: gruppo psichedelico della summer of love, compagni di strada dei Grateful Dead e dei Jefferson Airplane. Potrebbe essere una sua canzone, e questo la dice lunga su quanto Wilson sia bravo e radicato in quel suono.

C'è ancora tempo per qualche chiacchiera - un paio di fan hanno visto le sue stories su Instagram, l'hanno localizzato e l'hanno raggiunto - e qualche aneddoto su Tom Petty: racconta che la chitarra che ha usato nel video di "There's a light" se l'è fatta costruire appositamente grazie al rocker scomparso: una Rickenbacker customizzata, fatta sul modello di quella di George Harrison; Tom Petty, che della Rickenbacker fu uno dei maggiori testimonial e utilizzatori assieme al beatle scomparso, lo mise in contatto con la casa di chitarre californiana.
Poi si esce nel caldo della giornata milanese. "Cosa fai stasera?", gli chiediamo. "Mi riposo, forse una passeggiata in giro. Mi ha raggiunto la mia fidanzata, e proverò a staccare per un po'", dice con un sorriso. Anche i discografici sorridono, ma nessuno dei presenti crede alle sue parole. Uno come Jonathan Wilson non riesce mai a staccarsi dalla musica, neanche solo per una sera...

(Gianni Sibilla)

 

Dall'archivio di Rockol - "There's a light" (#NoFilter)
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