“Both sides of the sky” è l’ultimo atto di una trilogia di registrazioni postume di Jimi Hendrix che comprende “Valleys of Neptune” del 2010 e “People, hell & angels” del 2013. Si tratta di incisioni effettuate fra il 1968 e il 1970, quando il chitarrista tenne un gran numero di session accompagnato dai due membri dell’Experience (Noel Rending e Mitch Mitchell), dai nuovi compagni di strada della Band of Gypsys (Billy Cox e Buddy Miles), da un’ampia varietà di musicisti amici e collaboratori occasionali fra cui Stephen Stills e Johnny Winter.
È la storia più vecchia del mondo: lui, lei e l’altro. L’incontro clandestino fra due amanti è interrotto dall’arrivo del legittimo fidanzato di lei. L’amante cerca disperatamente le sue scarpe per darsela a gambe. È un rock-blues intitolato “Lover man” a cui Jimi Hendrix lavorò per almeno un paio d’anni senza giungere a un approdo definitivo. Lo si era già sentito, in chiave seriosa e vagamente psichedelica, in “Valleys of neptune”. Oggi l’ascoltiamo in versione accelerata e compatta. È il 15 dicembre 1969 e forse Jimi Hendrix, il bassista Billy Cox e il batterista Buddy Miles vogliono divertirsi. Fatto sta che nel finale Hendrix accenna il tema di “Batman”. La fuga dell’uomo che s’infila nel letto delle altre diventa una inseguimento rocambolesco e fumettoso.