“Every day is a vinyl day” è un’iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.
“A mezzanotte tutti a casa: il sogno si è avverato”, scrisse Rockol nella recensione, la notte stessa del concerto: David Gilmour torna sul luogo del delitto, in . Nell'ottobre 1971 i Pink Floyd suonano nell'anfiteatro di Pompei e vengono ripresi da Adrian Maben. Il resto è storia, e la storia quasi si ripete Il 7 e l’8 luglio del 2016, quando Gilmour torna ad esibirsi nell’anfiteatro di Pompei, nel tour di "Rattle that lock"
Pubblicato:
29 settembre 2017
Stato culturale:
il film “Live at Pompeii”, è un successo, un pezzo di storia della musica che entra nell’immaginario collettivo, non solo in quello dei (numerosissimi) fan della band - che continuano a riguardarlo e a ricomprarlo, in ogni formato disponibile. La registrazioni del concerto del 2016 sono la fedele testimonianza del clima e delle emozioni legate all'ultimo tour di David Gilmour, diviso tra le canzoni dei suoi ultimi due album solisti e le migliori canzoni dei Pink Floyd dal loro ultimo tour del 1994. E ci mostrano chi è oggi David Gilmour: le sue ultime opere sono sicuramente meno rilevanti per la storia del rock, ma è dotato di una “voce” inimitabile. Ha un suono che è come un’impronta digitale. Possiede un controllo dell’emissione del suono formidabile, una gran capacità di suonare e far suonare gli altri, un gran gusto per le sfumature, anche vocali, e un senso “narrativo” degli assoli sempre più raro. Il film di Maben era carico di tensione ed esprimeva un senso di esplorazione verso l’ignoto. “Live at Pompeii” ci mostra quali sono i confini dell’universo rock che è stato codificato in quegli ann
La produzione:
Nel ’71 si trattava di un concerto a porte chiuse, per una troupe. Qua di due date aperte al pubblico. Niente più apparecchiature della band dell'epoca, portate a spalla dai roadies. Si tratta di installare da un palco avveniristico e da una crew di diverse decine di professionisti, e di gestire un pubblico pagante: i biglietti vengono messi in vendita a 300€ e il 60% verrà venduto all’estero. Lo show è radicalmente diverso: la macchina scenografica di Marc Brickman, lo schermo circolare alle spalle della band, valorizzano il lavoro musicale. La band è rodata da quasi un anno di tour, e gira a mille, guidata da Gilmour, che alterna brani solisti a brani storici dei Pink Floyd in un canovaccio ormai consolidato, reso più emozionante dal luogo
La canzone fondamentale:
Tra le tante, l’inclusione a sorprsa di “The Great Gig In The Sky”, che era stata eseguita per l'ultima volta da Gilmour a Londra nel 2006.
La tracklist:
Vinile 1: Lato A
1. 5 A.M.
2. Rattle That Lock
3. Faces Of Stone
4. What Do You Want From Me
Vinile 1: Lato B
1. The Blue
2. The Great Gig In The Sky
3. A Boat Lies Waiting
Vinile 2: Lato A
1. Wish You Were Here
2. Money
3. In Any Tongue
Vinile 2: Lato B
1. High Hopes
2. One Of These Days
Vinile 3: Lato A
1. Shine On You Crazy Diamond
2. Fat Old Sun
Vinile 3: Lato B
1. Coming Back To Life
2. On An Island
3. Today
Vinile 4: Lato A
1. Sorrow
2. Run Like Hell
Vinile 4: Lato B
1. Time / Breathe (In The Air) (reprise)
2. Comfortably Numb